13maggio2012

Un cielo così…

Posted by Sciura Pina under: così è la vita.

Un cielo così ti fa accettare persino la pioggia…

Cavenago

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13maggio2012

In piedi sulla cattedra.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; e adesso musica; mondo di celluloide; passato (quasi) remoto; televisione.

Nel film “L’attimo fuggente” il professor Keating invita gli allievi,prima piuttosto stupiti e vagamente allarmati poi timidamente divertiti, a salire in piedi sulla cattedra per sperimentare l’importanza di vedere la realtà da un diverso punto di vista.

Ho molto amato quella scena anche perchè esplicitava in modo concreto e molto “visivo” un concetto che mi sembrava di conoscere e condividere da sempre.

Ogni tanto però mi distraggo e mi dimentico di cercare di interpretare ciò che mi circonda con lo sguardo di un altro.

Mi sono sempre chiesta, ad esempio, a chi potessero mai realmente interessare quei programmi, spesso trasmessi da minuscole e molto locali televisioni private, nei quali orchestrine piuttosto attempate interpretano canzoni che hanno più di mezzo secolo di vita.

Oggi, mentre facevo compagnia alla mia mamma nel saloncino della casa di riposo, ho assistito allo spettacolo di una decina di signore che intonavano, insieme all’attempata orchestrina, “Vola colomba” con un trasporto che manco Nilla Pizzi.

Ho capito, all’improvviso, che anche queste trasmissioni hanno un loro perchè.

Bisogna ricordarsi sempre di cambiare punto di vista.

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9maggio2012

Amore in brodo.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita.

Dopo qualche giorno in ospedale, senza alcun segno di miglioramento, mia madre verrà dimessa domani e, con la morte nel cuore, mi vedo costretta a ricoverarla (spero per breve tempo, mi illudo per breve tempo) in una casa di riposo.

Per sei anni abbiamo vissuto insieme e ho cercato di permetterle di vivere, pur nella sua menomazione, una vita “normale”, mi sono sempre rifiutata di vedere i piccoli grandi peggioramenti che si sono inesorabilmente susseguiti, mi sono illusa di riuscire sempre a far fronte alle difficoltà, ma alla fine ho dovuto arrendermi.

Mio marito ed io ci siamo ritrovati improvvisamente come svuotati e ci siamo resi conto che per sei anni la nostra vita ha ruotato intorno alle esigenze, ai tempi e, persino, alle piccole manie di mia madre.

Mia madre adora mangiare i raviolini in brodo e spesso, alla sera, mio marito ed io abbiamo condiviso il suo menù di consistenza vagamente ospedaliera.

Oggi, mentre facevamo la spesa, mio marito mi ha chiesto di acquistare dei ravioli al brasato di dimensioni più normali “Sai?” mi ha spiegato “Non posso soffrire i raviolini in brodo”.

E li ha mangiati per sei anni, senza mai protestare per non costringermi a cucinare piatti diversi.

Ditemi voi se questo non è amore.

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6maggio2012

Essere anziani.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita.

Ultimamente tendo a scrivere sempre meno, ma non si tratta di pigrizia o di scarsità di argomenti: semplicemente la vita mi è piombata di nuovo addosso, la mia mamma non sta bene ed è stata ricoverata in ospedale dove passo molto del mio tempo (e che assorbe molte delle mie energie).

Lei che è sempre stata lucidissima e si è sempre mossa per casa con i suoi passettini incerti (anche a causa della cecità) di colpo ha smesso di reggersi in piedi e di riconoscermi.

I medici, dopo una serie di accertamenti, hanno concluso che non è successo niente di nuovo: semplicemente la mia mamma è anziana ed è normale che gli anziani declinino.

Peccato che, poco più di una settimana fa, mia madre, pur essendo ugualmente anziana, stesse molto meglio, ma la vita va così: ho l’impressione che l’età avanzata qualche volta diventi un buon alibi per non approfondire l’origine dei disturbi e per non cercare i rimedi.

E così una giovane, simpatica dottoressa mi ha comunicato che intende dimettere mia madre visto che, per quanto compete i sanitari ospedalieri, non c’è altro da fare, non c’è nulla da indagare, c’è poco da capire: è anziana.

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30aprile2012

E quindi?

Posted by Sciura Pina under: personali.

Se è vero che la mafia non strangola le sue vittime (magari le fa saltare in aria, le scioglie nell’acido e via dicendo) la conclusione logica è una sola:

meglio la mafia.

Ho capito male?

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23aprile2012

Ma è proprio necessario?

Posted by Sciura Pina under: diritti e doveri.

Qualche giorno fa, mentre aspettavo il mio turno in un negozio, una signora che, per ingannare il tempo, stava leggendo il manifesto affisso dall’Amministrazione Comunale per la celebrazione del 25 Aprile mi apostrofa (evidentemente in quanto parte dell’amministrazione comunale):

“Ma è proprio necessario continuare a celebrare il 25 Aprile visto che è una storia vecchia, che nessuno più ricorda e che non interessa a nessuno?”

Oserei dire che non solo è necessario.

E’ indispensabile.

Barzio

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17aprile2012

La precarietà del transitivo.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; ecco perché mi lamento; i giorni della scuola; televisione.

Non è mai stato facile spiegare ai ragazzi la differenza tra verbi transitivi e intransitivi, ma una volta, per lo meno, c’erano buone probabilità che azzeccassero l’uso corretto dei verbi, forse perchè leggevano di più, forse perchè la televisione (che ha avuto il grande pregio di contribuire ad insegnare l’italiano agli italiani) offriva modelli linguistici ineccepibili in quanto a lessico, dizione e sintassi.

Oggi assisto, con un moto di raccapriccio, al manifestarsi di inusitate difficoltà, di incertezze (o certezze) dall’effetto comico, ma destabilizzante.

Non è raro che i miei pargoli affermino, con incredibile faccia tosta, di “uscire il diario dalla cartella” o di aver “sceso le valigie” per “entrarle nel bagagliaio” dell’auto.

Tutti i miei tentativi  di riportare le giovani menti sulla retta via sono spesso vani, convinte come sono di esprimersi in modo corretto, poiché sono supportate dall’esperienza quotidiana del linguaggio gergale del gruppo o dai modelli linguistici di cabarettisti rampanti che, per strappare un sorriso fanno scempio dell’italico idioma (ben sapendo di farne scempio).

Non riesco neppure più a sorridere quando ascolto queste performance perché, immediatamente, rabbrividisco all’idea del riflesso che tali giochi linguistici avranno sui miei allievi.

L’altra sera, rientrando a casa, ho incontrato in giardino un giovane dall’aria civile ed educata che mi ha chiesto con estrema cortesia “Per favore, puoi rimanermi aperta la porta?”.

Basita non ho potuto far altro che rispondere: “Certo! Te la rimango”

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16aprile2012

Destinatario sconosciuto.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; i giorni della scuola; in biblioteca.

E’ bastata un’ora di lezione, nel pomeriggio in terza, per leggere un breve romanzo epistolare per molti versi sconcertante: “Destinatario sconosciuto” di Katherine Kressmann Taylor.

Si tratta, in breve, di uno scambio di lettere tra Max, ebreo di origine tedesca che vive a San Francisco dove gestisce una galleria d’arte, e Martin, anch’egli tedesco e socio di Max, tornato in Germania con la famiglia nel 1932.

Nel breve spazio di poche missive si delineano la difficile rinascita della Germania di Weimar dopo il disastro della prima guerra mondiale, l’estrema povertà, l’ascesa al potere di Hitler, le prime avvisaglie dell’antisemitismo a cui Martin aderisce un po’ per convenienza, un po’ per convinzione, la persecuzione degli ebrei e la limitazione delle libertà personali viste, da Martin, come un male necessario in vista di un “bene superiore”.

Nello stringato linguaggio epistolare si cela tutto il dramma della Germania nazista, mentre l’amicizia, che legava i due protagonisti, si trasforma a poco a poco generando incredulità e odio.

La conclusione del romanzo è inaspettata e ha lasciato i miei studenti sconcertati:  qualcuno ha osservato che si tratta dell’esatto contrario de “L’amico ritrovato” di Uhlman, proprio perchè in questo romanzo l’amico è “perduto” in tutti i sensi.

E’ un libro che non conoscevo, che sono contenta di aver incontrato e che consiglio a tutti coloro a cui interessa scoprire le infinite pieghe del cuore umano.

In fondo, per leggerlo, basta un’ora.

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15aprile2012

Entrare nel mito.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; mondo di celluloide; passato (quasi) remoto.

Cento anni fa, nelle prime ore del giorno, affondava la “RMS Titanic” (il Titanic per intenderci) e, nel momento stesso della tragedia, entrava nel mito, grazie alla sua fama di nave lussuosissima e praticamente “inaffondabile”.

Per ironia della sorte se il Titanic avesse completato trionfalmente il suo viaggio inaugurale, probabilmente se ne sarebbe persa la memoria, così come è capitato per la più fortunata sorella Olympic, Cameron non gli avrebbe dedicato il fortunatissimo film e non se ne parlerebbe più.

Invece il disastro ha proiettato la sfortunata nave nel mito, facendola entrare di diritto nell’immaginario collettivo, per cui oggi, se vogliamo parlare di una situazione drammatica, nella quale però nessuno prende veramente sul serio il problema, il pensiero corre al Titanic.

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10aprile2012

Uno sguardo sul secolo scorso.

Posted by Sciura Pina under: Milano nel cuore; impara l'arte.

Oggi, in attesa di una delle tante visite di controllo, ci siamo concessi un giro in centro e, finalmente, siamo riusciti a visitare il Museo del Novecento.

L’allestimento museale occupa, in maniera razionale, ma raffinata, lo spazio dell’Arengario che si affaccia su Piazza del Duomo e ospita le opere d’arte provenienti dal Pac (Padiglione d’arte Contemporanea), dal Cimac (Civico Museo d’Arte Contemporanea) e dalla collezione Jucker che hanno trovato qui una più organica collocazione.

Una rampa a spirale con grandi vetrate  che si affacciano su Piazza del Duomo permette di raggiungere lo spazio espositivo: qui si viene accolti dal “Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo collocato in uno spazio in penombra, ad altezza umana per cui ci si trova faccia a faccia con i personaggi che sembrano animarsi.

L’opera, dipinta nel 1901, è l’ideale accesso all’arte del XX secolo con un percorso che si sviluppa attraverso le correnti artistiche che hanno caratterizzato gli ultimi cento anni: si possono ammirare opere di Boccioni, Modigliani, De Chirico, Fontana collocate in ampi spazi perfettamente fruibili.

Si tratta di un museo veramente splendido, uno spazio che mancava nella nostra città, un allestimento degno delle grandi capitali dell’arte internazionale.

E poi che dire del panorama assolutamente unico che si può godere dalle ampie vetrate e dell’inusitato punto di vista sul Duomo?

Milano Museo del '900

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