22 novembre 2006

Transilvania, istruzioni per l’uso

Posted by Sciura Pina under: appunti di viaggio; personali .

Qualche anno fa ho fatto un viaggio in Romania, ospite di amici rumeni, quando il paese era appena uscito dall’era Ceausescu e stava attraversando una difficile fase di transizione.

Dopo un fortunoso viaggio in autobus fino a Budapest, venimmo letteralmente raccattati dai nostri amici, che ci portarono a Oradea, la città sul confine dell’Ungheria, da dove sarebbe iniziato il nostro itinerario attraverso la Transilvania e la Bucovina.

Va detto che i nostri ospiti, come la stragrande maggioranza dei rumeni fortunati, in quanto titolari di un mezzo di trasporto, erano proprietari di una Dacia, l’auto di regime, praticamente l’unico veicolo in circolazione in quelle lande.

La Dacia era un’auto fantastica, a metà tra un’utilitaria e una piccola berlina, abbastanza comoda e praticamente indistruttibile. Tutte le Dacia in circolazione erano simili, pochissime varianti di colore (tra il bianco e il beige), serrature universali (particolare di grande comodità, visto che la nostra amica lasciava spesso le chiavi nel cruscotto e se ne accorgeva dopo aver chiuso tutte le portiere con la sicura).

A bordo di questo fantastico mezzo ci mettemmo in viaggio attraverso la Transilvania (ebbene sì il paese di Dracula), ma ben presto dovemmo renderci conto che non era possibile mantenere una tabella di marcia decente, le strade, infatti, anche in prossimità delle città, erano popolate da una fauna lussureggiante: cicogne appostate sui pali della luce che ci osservavano perplesse e decidevano di decollare verso il nostro parabrezza, allegre famigliole di oche che attraversavano la strada con una lentezza esasperante, mucche che andavano e venivano dai pascoli in assoluta solitudine, bufali che leccavano con indifferenza la linea bianca al centro della carreggiata.

Quando invece dovevamo superare un veicolo spesso si trattava di un carretto stracarico di fieno e contadini e trainato da un cavallo riluttante e poco incline a farsi sorpassare.

Fu così che, dopo aver viaggiato per tutta la giornata ci ritrovammo a poche centinaia di chilometri dal punto di partenza, sotto un temporale monsonico e di pessimo umore.

Arrivati in prossimità di un valico sui Carpazi intravvedemmo una costruzione che ricordava un antico e lugubre maniero, dove troneggiava la scritta “Hotel Dracula”.

Vista la presenza nel gruppo di due ragazzini (uno rumeno e uno italiano) di età preadolescenziale fu praticamente impossibile allontanarci da lì.

E fu così che trascorremmo la notte in un castello, riadattato ad albergo, ma non troppo, con le stanze addobbate con lampade a forma di pipistrello e quadri inquietanti alle pareti, dopo aver mangiato delle polpette dalle quali fuoriusciva un’impressionante rivolo di salsa, accuditi dal personale che ricordava il cast della “Famiglia Addams”.

In realtà, tuttavia, l’albergo era comodissimo, il luogo incantevole e il panorama dei Carpazi bello da mozzare il fiato…ma questi particolari li notammo solo il giorno dopo, alla luce del sole.

3 Commenti per ora...

Italian Blogosphere Says:

22 novembre 2006 at 14:12.

Transilvania, istruzioni per l’uso

A bordo di questo fantastico mezzo ci mettemmo in viaggio attraverso la Transilvania (ebbene sì il paese di Dracula), ma ben presto dovemmo renderci conto che…

Fabrizio Says:

26 dicembre 2006 at 10:36.

Ciao Pina, spesso vado per lavoro in transilvania, a Cluj.
La Transilvania di oggi è veramente un paese stupendo, dove ancora tutto sa di vero. Forse non durerà tanto, ma per il momento il paese è veramente da vedere, con pochi soldi si fa una vacanza bellissima degustando cibi assolutamente naturali.
La cità di cui parli è forse Sighisoara?
Un saluto, Fabrizio.

Sciura Pina » Blog Archive » Benvenuta Romania (e anche Bulgaria) Says:

2 gennaio 2007 at 01:19.

[...] Purtroppo non ho mai visitato la Bulgaria (anche se mi sarebbe piaciuto, ma non ne ho ancora avuto l’occasione), invece, qualche anno fa, ho fatto un viaggio abbastanza lungo in Romania, accompagnata da amici di Oradea (come ho scritto in un precedente post). [...]

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