27 Novembre 2006

La vita quotidiana e la pubblicità

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; televisione .

Torno a parlare di pubblicità perché trovo l’argomento abbastanza intrigante, ogni tanto, infatti, gli spot sono veramente azzeccati, tanto da essere più appassionanti dello spettacolo che interrompono.

In realtà qualche volta, anzi spesso, le storie sono decisamente avvincenti, ma non raggiungono lo scopo per cui sono stati create: mi capita talora di ricordare uno spot o un gingle, ma non il prodotto reclamizzato, addirittura neanche la categoria merceologica a cui appartiene, il che non mi sembra producente, almeno dal punto di vista dei committenti.

Inoltre ho notato che, soprattutto negli ultimi tempi, le storie si sono adeguate, come è logico, alla nuova situazione del tessuto sociale.

Non viene rappresentata quasi più la famiglia canonica degli anni sessanta\settanta (papà che torna dal lavoro, mamma garrula casalinga, due o tre figli di misura decrescente, tutti sorridenti intorno ad un tavolo, in estatica contemplazione di un pollo); oggi la famiglia della pubblicità è più simile all’attuale realtà: papà ritornati single, che fingono di non ricordare (o forse non ricordano veramente) il nome del pargolo; papà che condividono la pasta con il sugo reclamizzato con un bimbo completamente estraneo al quale, però, vogliono bene come se fossero il vero papà; padri single con figlio a rimorchio invitati a cena da madri single con analoga prole.

Se non ce ne fossimo accorti grazie all’esperienza personale basterebbe la pubblicità per farci capire che la società italiana è mutata.

Gli spot sottolineano anche il fenomeno dell’invecchiamento medio della popolazione (è evidente che la terza età sta diventando prepotentemente il nuovo target), perciò assistiamo ad una profusione di adesivi per dentiere, rimedi per l’incontinenza, creme antirughe, additivi alimentari che stanno ad indicarci che il marketing ha scoperto questo nuovo segmento di consumatori.

Sono invece sparite le figure come la mitica Kaori o la bimba, decisamente asiatica, che sbarcava tristissima da un aereo e veniva accolta dal calore di un abbraccio e di un piatto di spaghetti: forse che, anche nella pubblicità, l’oriente, così estremo e così vicino, ci fa paura?

4 Commenti per ora...

Italian Blogosphere Says:

27 Novembre 2006 at 14:50.

La vita quotidiana e la pubblicità

Torno a parlare di pubblicità perché trovo l’argomento abbastanza intrigante

Outer Says:

28 Novembre 2006 at 03:23.

non mi trovo d’accordo con il cappello introduttivo del post, ma forse perchè guardo poco la televisione, e anche perchè la fase d’interruzione è violenta, nel senso: la pubbli ha il volume più alto del film o del programma che stai o che stavi guardando.

dal punto di vista dei committenti, personalmente l’ultima pubblicità che ricordo bene era quella della bmw di circa un anno fa o forse più, ma aveva in background un brano di Thelonious Monk

eggià la società è mutata, e le famiglie anche, ma qui a parere mio, non mi sembra tanto in meglio

Sciura Pina Says:

28 Novembre 2006 at 15:42.

E’ vero, spesso la pubblicità è dirompente ( …e rompente), ma talvolta i programmi sono di qualità così bassa che, per paradosso, la pubblicità è quasi un sollievo :)

outer Says:

28 Novembre 2006 at 21:58.

certo avevo pensato anche a questo. ma io parlavo in caso ottimale. ma sono d’accordo con te che nel caso dei prog. tv di questi tempi, a volte è molto meglio la pubblicità

ciao

Leave a Reply

Parlo di:

Archivi

Blogroll

Do un'occhiata anche a...

Nella rete

Qualche foto

www.flickr.com
Elementi di Sciura Pina Vai all'album di Sciura Pina

Meta