25 Gennaio 2007

In una vecchia fotografia.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; fotografia; passato (quasi) remoto; personali .

Ho una passione esagerata per le vecchie fotografie, infatti qualche volta le ripesco e le inserisco nei miei post.

Da tempi immemorabili, in casa mia, le vecchie fotografie vengono conservate in alcune scatole di legno, per intenderci quelle dei vini pregiati, riposte, insieme ad alcuni album di matrimoni e alle diapositive, nell’armadio della “memoria”.

Fin da quando ero bambina, ogni tanto, aprivo gli scrigni dei tesori e passavo in rassegna le foto, chiedendo agli adulti di casa i nomi e le storie delle persone raffigurate.

Si trattava di soldati della prima guerra mondiale tutti impettiti, signore in crinolina, bimbe “ingessate” nell’abito della prima Comunione, signori baffuti e borghesi seduti su improbabili sedie Savonarola.

Tutte le fotografie erano stampate su cartoncini rigidi, con un colore virato sul seppia, incorniciate da fregi liberty e recavano orgogliosamente il nome e l’indirizzo del fotografo.

Poi c’erano le istantanee, minuscole, con i bordi dentellati, stampate su carta lucida e leggera, con le immagini spensierate di gruppi di giovani, apparentemente in vacanza, apparentemente felici, ma accanto a quelle le foto che mio padre aveva scattato nel deserto della Libia, durante la seconda guerra mondiale.

Io chiedevo informazioni su tutto, mi piaceva ascoltare i racconti degli adulti e immaginavo la vita delle persone ritratte, una vita che, nella mia fantasia di bambina, continuava, dopo che avevano posato per la fotografia, con gli stessi abiti e gli stessi atteggiamenti.

Non potevo sapere, allora, che le foto in studio erano artefatte, che richiedevano una lunga preparazione, che gli arredi, gli oggetti e qualche volta persino i vestiti erano di proprietà del fotografo.

Si trattava di fotografie rare, preziose, scattate per qualche occasione importante.

Quanti soldati, in partenza per il fronte, hanno affidato la propria immagine alla macchina fotografica perché i loro cari ne potessero conservare memoria?

Quante madri e nonne hanno custodito per lunghissimi anni le fotografie di bambini, ormai cresciuti, colti nella spensieratezza dell’infanzia?

E’ per rispetto verso questi sentimenti che non butto via neanche una fotografia, perché dietro ogni immagine c’è una vita vissuta, anche se abbiamo dimenticato i nomi e le occasioni.

nonno

un Commento per ora...

L'elefante e la luna Says:

25 Gennaio 2007 at 09:27.

Il rivedere vecchie fotografie è per me sempre troppo struggente, s’accompagna alla malinconia del tempo che scorre irrimediabilmente. Sono una persona che dimentica con gran facilità, forse perché dimenticare in fondo mi piace, mi stordisce e mi regala l’illusione di vivere un eterno presente.

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