13 Luglio 2007
Le gioie della vacanza.
Posted by Sciura Pina under: così è la vita; passato (quasi) remoto; personali .
Tra vacanze in montagna e scorribande giovanili in giro per l’Europa ho passato un considerevole numero di ore della mia vita con uno zaino sulle spalle e questo fatto contribuisce a spiegare i problemi di mal di schiena che ogni tanto mi affliggono.
Da ragazza avevo uno zaino pesantissimo, di tipo militare, comprato in uno di quei mercatini alternativi dove si facevano acquisti di vestiario e accessori vari a prezzi abbordabili.
Ricordo un epico viaggio in Polonia, in treno, con un bagaglio mostruoso che consisteva in vestiti, biancheria e oggetti personali, previsti per un periodo di una ventina di giorni in un clima freddino come quello polacco, ai quali si aggiungevano materassino, sacco a pelo e i teli di una tenda (anche quella pesantissima) i cui ferri viaggiavano sulle spalle di quello che, col tempo, sarebbe diventato mio marito.
Visitare l’Europa con la casa sulle spalle era tutt’altro che agevole, perciò, non appena riuscivamo a sbarcare i bagagli dal treno, ci fiondavamo nel più vicino deposito bagagli dove lasciavamo, almeno per qualche ora, il fardello che ci perseguitava.
Se la città che stavamo visitando era corredata di un ostello potevamo permetterci il lusso di lasciare la tenda al sicuro, ben impacchettata, per tutto il tempo della visita, altrimenti dovevamo cercare un campeggio (che solitamente non si trovava nel centro storico) e preoccuparci di piantare la nostra casetta con estrema attenzione per evitare che, in caso di pioggia, si allagasse completamente.
Per evitare di metterci un tempo biblico prima di partire ci allenavamo, facendo attenzione a contrassegnare tutti i pali con del nastro adesivo colorato in modo da poter montare la tenda in breve tempo anche al buio o sotto la pioggia (cosa che capitava abbastanza sovente).
Questo accorgimento, a mio parere, ci ha permesso di procurarci un tetto in tempi decenti, anche se, qualche volta, siamo stati protagonisti di scene fantozziane, soprattutto quando cercavamo di piantare picchetti da sabbia nella roccia.
Nonostante le evidenti scomodità e lo stile spartano delle nostre vacanze ricordo quel periodo con particolare tenerezza, anche perché, allora, tutto faceva parte del divertimento, persino piantare picchetti sotto la pioggia, di notte a tremila chilometri da casa.
6 Commenti per ora...
lostinthesky Says:
13 Luglio 2007 at 10:10.
Mi fai ricordare quando ho prestato la mia tenda ferrino a un amico che doveva andare al mare.
Prima di restituirmela ha provveduto a lavarla in lavatrice, ignaro del fatto che la tenda ha l’impermeabilizzante.
Quando la settimana dopo sono andato in campeggio con la mia morosa, siamo stati colti nella notte da un mega temporale che ha allagato tutto il campeggio.
La tenda era come se non esistesse, acqua da tutte le parti, tutte le borse con i vestiti inzuppate, non si è salvato niente.
Tutta la notte fuori a cercare di salvare il salvabile, a scavare il fossato intorno, a proteggere la tenda con dei teli di nylon, ma la forza della natura non era facile da sconfiggere.
Non ho più prestato la tenda al mio amico!
Comunque è un bel ricordo, uno di quei ricordi da raccontare, sono belle le disavventure, quanto come le avventure.
giulia Says:
13 Luglio 2007 at 15:08.
Adoro il campeggio… Meno comodità, ma un senso di totale libertà…
enrico Says:
13 Luglio 2007 at 23:45.
ho il mal di schiena, ma la colpa non è dello zaino. l’ho portato per lunghi anni su e giù per le dolomiti. poi da militare a Trento. Adesso ci metto l’asciugamano, un libro, il giornale e ci vado al mare. Ma ho nostalgia dello zaino su per i sentieri
Enzo Says:
15 Luglio 2007 at 18:49.
Ciao “Sciura Pina” !! Ho visitato le pagine relative al bullismo come anticipato quando ci siamo visti al paesello in montagna !!
Se nel frattempo ti dovesse capitare per le mani altro materiale inerente all’argomento, mi faresti un grosso favore se potessi inviarmelo (ricordati che non ho l’ADSL ancora e perciò sii clemente con le dimensioni).



