17 Luglio 2007
Ma non chiamiamola fatalità.
Posted by Sciura Pina under: diritti e doveri; ecco perché mi lamento .
Mai come in questi giorni ricorre la triste ed abusata espressione “bollettino di guerra” per definire l’incredibile catena di incidenti mortali che si susseguono sulle nostre strade come se le vittime della strada fossero gli inevitabili “effetti collaterali” di una guerra che si rinnova ad ogni week end.
Purtroppo molti di questi incidenti sono provocati da persone che, senza alcun rispetto per la vita propria ed altrui, sottovalutando gli effetti dell’alcool si mettono alla guida del proprio veicolo in quello che viene definito “stato di ebbrezza”.
La cosa che mi colpisce di più è che, se chi provoca l’incidente è un immigrato, alla parola “ubriaco” viene subito aggiunta la nazionalità, mentre se si tratta di un italiano sembra superfluo specificarlo, come se ci fosse qualche differenza, quasi a sottolineare che l’incidente provocato da un extracomunitario è “più incidente”. Sta di fatto che non c’è alcuna scusante per chi, consapevolmente, si mette alla guida se non è in grado di farlo, sia esso ubriaco, drogato o semplicemente troppo stanco per continuare a guidare.
La sicurezza in automobile non è un optional ed è un dovere di tutti fare in modo che non avvengano quelle “tragiche fatalità” che di casuale non hanno proprio nulla: è inevitabile che chi ha i riflessi appannati mette a repentaglio la vita propria e altrui quindi è necessario che si fermi ed aspetti di aver recuperato in pieno la propria lucidità anche perchè è un diritto di tutti viaggiare in modo sicuro ed arrivare incolumi a destinazione.
3 Commenti per ora...
Captain's Charisma Says:
17 Luglio 2007 at 09:44.
Italiani o extracomunitari non fa differenza, in ballo c’è la vita di un sacco di gente cavoli…
Ariss Says:
17 Luglio 2007 at 09:47.
Chiunque abbia problemi legati agli effetti di sostanze di qualsiasi genere: alcol, droga, farmaci antidepressivi, ecc. oppure semplicemente stanchezza, non ammette neanche di trovarsi di fronte ad una debolezza, figurarsi un problema quale essi sono.
Sono conoscente di una persona che beve parecchio e che spesso si mette al volante in condizioni non molto lucide. Due cose ho potuto notare: la prima è la sicurezza in sè che manifesta, nonostante l’evidente fatica a coordinare i movimenti, e il fatto che non permetta di mettere in dubbio il suo stato (diventa più strafottente e iroso); la seconda è che non ricorda nulla quando gli passano i fumi dell’alcol.
Molte volte, con altre persone, abbiamo provato a parlare con lui di questo suo “vizio”, e di spiegargli come diventa quando beve, ma non c’è stato nulla da fare. Ci ha derisi e snobbati. Per questo credo che, fino a quando chi ha un problema non lo riconosce e di conseguenza non accetta aiuto da centri competenti, si potrà fare molto poco
Dall’altro lato, per come la vedo io, anche lo stato e le case automobilistiche dovrebbero sentirsi responsabili di quanto succede.
Lo stato perchè prima fa le leggi, e dopo poco tempo le disattende nell’applicazione perchè non investe in mezzi, strumenti, uomini.
Le case automobilistiche perchè costruiscono bolidi di 300 Km/h, nonostante le leggi vigenti in materia di codice della strada.
E’ come dare ad un bambino una granata per giocarci.
giulia Says:
17 Luglio 2007 at 19:58.
Concordo…
Dovrebbero evitare di costruire auto che possono andare così veloci.



