21 Luglio 2007

Gradoni e gradini.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; i giorni della scuola; personali .

Ogni tanto le notizie fanno irruzione anche nella quiete delle mie vacanze e in questi giorni, quando gettavo un’occhiata distratta a televisione e giornali, persino io mi sono resa conto che l’oggetto dell’attenzione generale era ed è la riforma delle pensioni e la modifica del famigerato “gradone”.

In realtà non mi sono curata molto della cosa e non per disinteresse o qualunquismo, ma semplicemente perché ho imparato che è inutile agitarsi e scaldarsi più che tanto, è inutile affezionarsi ad un’idea perché la situazione muta rapidamente ed è meglio aspettare che le decisioni siano definitive prima di prendere posizione e commentare quelle che, di solito, si rivelano voci con poco fondamento.

Ora sembra che il Consiglio dei Ministri sia addivenuto ad una formulazione (non so quanto) condivisa e quello che ho capito, ad una prima superficiale lettura, non mi piace molto: ho l’impressione, infatti, che il giorno in cui andrò in pensione scivoli sempre più in là, in un futuro che diventa sempre più nebuloso.

Ormai sono abbastanza rassegnata all’idea che dovrò restare nella scuola ancora per parecchi anni e la prospettiva non mi spaventa più che tanto, come spesso amo ripetere io amo il mio lavoro e penso che questo sia un grande privilegio.

Quello che mi intristisce è pensare che ex colleghe, più anziane di me di quattro o cinque anni, si godano la pensione ormai da un decennio, mi fa arrabbiare la disparità di trattamento, mi dà una strana sensazione di claustrofobia il pensiero che, quando capirò di non essere più in grado di svolgere il mio lavoro, non sarà così semplice uscirne.

D’altra parte non è considerato usurante gestire un gruppo di adolescenti (con i rispettivi genitori) e ho l’impressione che, almeno nel nostro paese, non sia considerato neppure importante: spesso, nel mio ruolo di insegnante ed educatore, mi sono sentita sola, poco considerata, vessata da un’inutile burocrazia, in balia di riforme e controriforme demenziali e questo mi sembra l’aspetto veramente usurante del mio lavoro.

Un ultimo pensiero va a quella enorme schiera di giovani laureati in lettere che prevedo condannati ad un precariato infinito: spero solo che nessuno mi auguri un accidente per poter occupare il mio posto.

3 Commenti per ora...

Papà Volontario Says:

21 Luglio 2007 at 15:45.

Renata, lo sbaglio è stato consentire che venissero date queste baby pensioni, non solo nella scuola ma anche in altri ambiti del pubblico impiego. Non sarebbe stato giusto continuare così, soprattutto per le generazioni future, come comunque non è giusto il precariato così come è organizzato in Italia, così diverso da quello presente in altri Paesi a noi vicini. Quello che è veramente scandaloso sono i nostri parlamentari, che sembrano chiamarsi fuori da ogni regola che vogliono invece imporre a tutti gli altri Italiani. Non so se ti sia di consolazione, ma spero per i miei bimbi che, quando sarà il momento, abbiano una insegnante come te. Un saluto.

oscar ferrari Says:

21 Luglio 2007 at 18:27.

Quant´era, quindici anni, sei mesi e un giorno? quando ero studente la metà dei professori aspettavano questo momento, per non parlare di militari, sindacalisti ed altre categorie protette. Sono decenni che si sta lavorando per loro, forse sarebbe ora di ripensare al dogma dei diritti acquisiti che non si possono toccare

ABS Says:

21 Luglio 2007 at 20:14.

Concordo con Papà Volontario, e sul fatto che il mestiere di insegnante sia sottovalutato e sottopagato in Italia.
:)

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