27 Luglio 2007

La cortesia non è un optional.

Posted by Sciura Pina under: ecco perché mi lamento; personali; persone e personaggi .

Per fortuna capita spesso, nei ristoranti, nei negozi e, da queste parti, nei rifugi di incontrare persone cordiali e cortesi, persone che ti fanno sentire a tuo agio e non solo perché “il cliente ha sempre ragione”, ma perché hanno il dono innato dell’accoglienza e sanno quanto vale un sorriso.

Purtroppo, però, non è sempre così: qualche volta capita di incontrare persone sgarbate, persone che inalberano un’espressione imbronciata, che ti guardano con aria infastidita, che sembrano sopportare a stento la tua presenza, siano esse commesse, cassiere o autisti dell’autobus.

Evidentemente per qualcuno la cortesia è un optional, non è compresa nel prezzo, non fa parte del bagaglio di esperienza, non è uno stile di vita e così, quando incontro persone simili, mi viene voglia di cambiare negozio, di alzarmi da tavola o scendere dall’autobus e andarmene a piedi.

Perché anche il ristorante più raffinato o il negozio più elegante senza un po’ di gentilezza, senza un sorriso perdono tutto il loro valore.

Un po’ di cortesia è l’ingrediente migliore e la merce più rara.

5 Commenti per ora...

enrico Says:

27 Luglio 2007 at 09:14.

ne parlavamo proprio ieri sera. Stare al pubblico non è facile. è una dote che si ha nel sangue. Buon W-E
Enrico

Ariss Says:

27 Luglio 2007 at 09:33.

Quello che lei ha scritto è giusto e sacrosanto, ma anche a costo di sembrare intollerante, sostengo che in certe occasioni, alla lunga è naturale diventare, non dico maleducati, ma quanto meno insofferenti a certo pubblico.

Io lavoro da 5 anni col pubblico, forse un po’ particolare perchè è utenza di concerti e spettacoli, ma se devo essere sincera, quella che a me sembrava un’occasione per imparare a relazionare e confrontarmi con la gente all’inizio, è diventata giorno dopo giorno una terribile angoscia. Già quando sono sul tragitto per andare al lavoro, mi preparo per una sorta di “guerra psicologica” che so si protrarrà per 8 ore. Non sto esagerando, la linea che separa la gentilezza dalla penosa sopportazione è sottilissima come un filo di ragnatela.
Basta poi vedere alla posta, all’asl, magari anche a scuola, ecc. Bè io sodalizzo appieno con chi ha a che fare con il pubblico.

Ripeto, un certo tipo di clienti, distribuiti nell’arco di una giornata di lavoro, per anni, fanno la loro parte e finisce che ci rimettono anche quelli educati perchè non sei disposto più a tollerare. Tutti hanno un proprio orgoglio, non solo quelli che chiedono e pagano. Quindi non è vero che il cliente ha sempre ragione, perchè quando ci si rivolge con arroganza e con la pretesa di essere serviti e riveriti perchè “sono io quello cha paga”, allora ………………capito, no?

Sciura Pina Says:

28 Luglio 2007 at 00:42.

Anch’io, nel mio lavoro, ho a che fare con il “pubblico”, anche se un po’ particolare cioè i ragazzi e i loro genitori, ma, pur non sopportando l’arroganza e la prepotenza, cerco sempre di trattare tutti con gentilezza…anche perchè è un’arma incredibile: quando si è fermi ma gentili chi ci sta di fronte non ha più nulla a cui appigliarsi, purchè la cortesia non si confonda con la debolezza…
un caro saluto

Marco Says:

28 Luglio 2007 at 15:28.

Io pure ho avuto a che fare con il “pubblico” , e per questo motivo detesto chi va a vomitare le sue frustrazioni addosso alla gente che non c’entra. Semmai fate come i commessi dell’ultimo negozio di scarpe dove sono stato, che con me si sono sfogati del cliente che c’era stato subito prima, che aveva comprato un paio di Crocs del numero sbagliato e rivoleva indietro i soldi XD

Alessio Says:

28 Luglio 2007 at 20:05.

io me ne sono più o meno sempre andato. Il mio principio è: mi stai sulle palle non ti dò una lira. Certo a meno che tu proprio non mi serva :)

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