8 Settembre 2007

Ancora finestre.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; fotografia; le mie montagne; personali; persone e personaggi .

Ho già scritto in un post di qualche tempo fa che amo osservare le finestre, fotografarle e lasciar correre la fantasia alla ricerca di storie e di persone.

Anche quest’estate, durante la vacanza sui monti, mi sono fatta prendere dal mio hobby, anche perchè le finestre delle case di montagna sono veramente bellissime: di solito spiccano su muri bianchi, resi luminosi dal sole, con i loro infissi di legno scuro, le persiane accostate ed un tripudio di fiori colorati.

cogne

Ho fotografato questa finestra il giorno di Ferragosto a Cogne, mentre mi accingevo ad una passeggiata ai piedi del Gran Paradiso: mentre stavo inquadrando la finestra mi è giunta all’orecchio, stridula e fastidiosa la voce di una signora che stava parlando al telefonino, con il tono tipico di chi se ne infischia della privacy e non trova alcuna difficoltà nel mettere il mondo intero al corrente delle sue riflessioni.

“… e tu dove sei? Com’è il tempo lì? Io sono a Cogne, adesso vado a vedere la villetta della Franzoni! Poi ti racconto…”

Sono rimasta di sasso anche perchè Cogne è una cittadina fantastica, con un paesaggio superbo, ricca di tradizioni e non merita certo un turismo curioso e sensazionalista: sono quasi certa che gli abitanti siano ansiosi di legare il nome del proprio paese ad altri motivi di interesse.

2 Commenti per ora...

Ariss Says:

11 Settembre 2007 at 11:42.

Devo ammettere che non appena leggo il nome Cogne, o lo sento pronunciare, quello che mi viene in mente subito è la vicenda del delitto. Con tutto l’affannarsi dei mezzi stampa a rendere sensazionalistico e materia di dibattito ogni notizia a riguardo in questi anni!
Certo è un gran peccato che un fatto di cronaca nera abbia fatto da cassa di risonanza al turismo in questo paese, anche perchè, a questo punto, lo spirito con il quale ci si reca a visitare i luoghi è quello del cronista di turno in cerca di qualcosa di inedito da raccontare e non certo di quello dell’amante della montagna e della natura.
Iniziative volte al rilancio del posto da parte di comitati o enti locali potrebbero dare respiro, ma fin quando la vicenda del delitto non cadrà nel dimenticatoio, ci sarà sempre questo fantasma che aleggerà intorno agli abitanti ed alle coscienze.
Dobbiamo sperare che i vari Vespa, Mentana e tutta quella sordida massa di avvoltoi dell’informazione, smettano di venderci ancora fumo.

Brikebrok Says:

11 Settembre 2007 at 20:38.

Purtroppo succede lo stesso con Praia da Luz in Portogallo …

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