7 Febbraio 2008
Lezione pomeridiana.
Posted by Sciura Pina under: i giorni della scuola; in biblioteca; persone e personaggi .
Ore 14.20, suona la campanella, si rientra in classe dopo l’intervallo del pranzo, c’è stato solo il tempo di salire in mensa, mangiare velocemente, sistemare i vassoi nelle rastrelliere e scendere in giardino. I ragazzi corrono scatenando la loro naturale esuberanza, le ragazze stanno sedute su un gradino assolato e chiacchierano fitto fitto, gli insegnanti si aggirano tra i vari gruppi, apparentemente discutono fra loro, ma non smettono di tenere d’occhio i pargoli.
Poi si torna in classe, inutile dire che per i docenti è un sollievo: è più facile controllare dei ragazzini seduti nei loro banchi, magari un po’ insonnoliti, più inclini alla pennichella postprandiale che al movimento.
Si riaprono i quaderni, al pomeriggio del mercoledì studiamo l’epica greca (qualcuno deve pur fare il lavoro sporco), tocca al sesto libro dell’Iliade, quello che si apre con il dialogo fra Ettore e Andromaca.
I ragazzini si fanno attenti e un po’ sgomenti, sono reduci dalla parafrasi del proemio del poema nella versione del Monti (Cantami o diva del Pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei….) e sono ancora sconvolti da parole come “inimicolli”, qualcuno mi ha persino chiesto se non è possibile leggere i versi “in italiano”, inutile spiegare loro che l’Iliade del Monti é in italiano.
Scelgo di leggere il brano nella versione di Quasimodo, i ragazzi si rilassano, comprendono il linguaggio, capiscono cosa sta succedendo e riescono a gustare lo svolgersi del dialogo, qualcuno se la prende con l’intransigenza e il senso del dovere di Ettore e preferirebbe vederlo accanto al figlio e alla moglie, piuttosto che in battaglia: serpeggiano sentimenti contrastanti.
Arriviamo così alla fine del dialogo, Ettore tende le braccia al bambino e il piccolo si ritrae, spaventato dalle armi del padre, l’eroe troiano toglie l’elmo e sorride alla moglie e all’improvviso, nel pieno della battaglia, si spalanca un angolo tranquillo, un quadro di vita familiare quasi rassicurante nel quale i ragazzi si riconoscono, davanti a loro ci sono le figure di una madre e di un padre inteneriti dal figlioletto: in qualche modo Ettore e Andromaca non sono più statue fissate nel marmo della leggenda, ma persone assolutamente normali, prese da sentimenti normali.
La lettura si conclude in un silenzio carico di attenzione: anche questa lezione pomeridiana si conclude e, come a volte soccede, la campanella sembra suonare troppo presto.
4 Commenti per ora...
Artemisia65 Says:
7 Febbraio 2008 at 02:23.
ricordo ancora con piacere le lezioni di epica (madò son passati + di trent’anni). prof intelligente, vivace, piena di buona volontà, al primo incarico. peccato che molti si spengano durante il percorso. e mi da gioia leggere una persona che dentro di sè ancora quell’entusiasmo c’è
complimenti
davvero
Artemisia65 Says:
7 Febbraio 2008 at 02:24.
ops
scrissi da schifo
chiedo venia ma ancora stò lavorando e ho gli occhi incrociati ![]()
mammamsterdam Says:
7 Febbraio 2008 at 13:11.
Al penultimo paragrafo mi sono commossa.
Vado che mi prude il naso.
enrico Says:
7 Febbraio 2008 at 18:06.
e alle 16 ero fuori a prendere mio figlio. ho fatto le corse ma ci sono riuscito. Emozionante vedere la sua prima pagella. tutti ottimi e distinto. Mica è zuccone come babbo



