13 Febbraio 2008

Terapia e punto croce.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; personali .

Non sono mai stata particolarmente incline ai lavori “femminili”, ho passato una vita sui libri, sono sempre stata abituata a lavorare più con gli occhi e col cervello che con le mani e, anche se, come si usava una volta, ero stata addestrata al ricamo, all’uncinetto e alla maglia, le mie incursioni fra le “mani di fata” si erano limitate a qualche maglione, soprattutto quando mio figlio era piccolo.

Eppure, in tempi recenti, mi sono ritrovata inaspettatamente a fare tesoro degli insegnamenti pazientemente impartiti da nonne e anziane zie.

Nell’inverno del 2004 a mio marito è stato diagnosticato un tumore al cervelletto e, in tempi da record, è stato ricoverato ed operato, poi sono seguiti quattro interminabili mesi passati fra rianimazione, terapia semintensiva e riabilitazione.

Io trascorrevo interi pomeriggi in ospedale e, dopo un brevissimo scambio di battute, breve anche perchè mio marito era tracheotomizzato, restavo lì a guardarlo per ore, consapevole che a lui bastava la mia presenza per sentirsi rassicurato.

Visto che non mi andava di leggere un libro (che mi avrebbe distratto troppo) ho rispolverato le antiche nozioni di ricamo, mi sono armata di schemi, tela Aida, aghi e fili colorati e mi sono buttata in un lavoro lungo e complicato che, pur non assorbendo completamente la mia attenzione, mi permetteva di trascorrere il tempo in modo sereno.

Il ricamo è stata la mia personale terapia, dopo i primi tentativi ho scoperto di essere ancora i grado di lavorare e contemporaneamente di chiacchierare con mio marito che, lentissimamente, ricuperava le forze, così al primo ne sono seguiti molti altri, ricami complessi o elementari, tende, tovagliette, quadri che immaginavo al loro posto nella casa in montagna, quella casa che avevamo scelto insieme, prima che mio marito fosse ricoverato, che avevamo acquistato (con faticose traversie) mentre lui era in rianimazione e che era diventata lo scopo per cui ritornare a camminare e a vivere.

Oggi mio marito sta bene, io non mi cimento quasi più con ago e filo, ma il mio primo ricamo sta orgogliosamente incorniciato sopra il caminetto e quando lo sfioro con lo sguardo mi torna una incredibile tenerezza.

rose gialle

3 Commenti per ora...

Fe Says:

13 Febbraio 2008 at 09:50.

Ne so qualcosa rigaurdo a questa “terapia”…. Complimenti per il tuo ricamo, è molto bello.

Papà Volontario Says:

13 Febbraio 2008 at 14:54.

E’ proprio così: i punti del “che cosa apparirà” della vita spesso si riescono a connettere solo guardando a ritroso, perché nell’immediato non sempre si coglie l’importanza delle cose che si stanno facendo.

evacarriego Says:

13 Febbraio 2008 at 21:24.

tu sei una bella persona

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