3 Luglio 2008
In colonia.
Posted by Sciura Pina under: passato (quasi) remoto; personali .
Tantissime estati fa, quando avevo otto anni, ricordo che i miei, visto che non avremmo trascorso i proverbiali tre mesi in montagna (forse perchè dovevano accudire mia nonna), decisero di spedirmi in colonia al mare nel mese di luglio.
Ricordo un edificio grandissimo, molto vicino al mare a Spotorno, ricordo le passeggiate sul lungomare in fila per due, con in testa un ridicolo cappellino bianco, ricordo la mia biancheria e i miei indumenti contrassegnati con un numero che mia madre aveva provveduto a cucire prima della mia partenza, ricordo il costume da bagno di lana sempre umidiccio appeso ad asciugare alla finestra e i bagni di mare, in uno spazio delimitato da funi sotto gli occhi attenti del bagnino.
La mia memoria mi restituisce solo delle sensazioni non particolarmente gradevoli, in fondo ero una bambina abbastanza insofferente alla disciplina e probabilmente la colonia doveva sembrarmi una specie di prigione eppure devo riconoscere che rappresentava una valida alternativa all’afa cittadina.
Oggi, durante la passeggiata quotidiana, abbiamo sfiorato due colonie, edifici non recenti, ma recentemente ristrutturati, che per diversi anni sono stati disabitati ed ora si popolano di nuovo di frotte di ragazzini che, probabilmente, non hanno la possibilità di trascorrere le vacanze con la famiglia.
Nel vederli giocare sono riaffiorati sentimenti e sensazioni, ricordi di un’estate lontana e di un giorno particolare trascorso, almeno in parte, alla finestra in attesa di veder apparire la gloriosa seicento grigia di mio padre.
Tra i sentimenti che sono tornati a visitarmi il più forte è il ricordo dell’acuta nostalgia della mia famiglia.
2 Commenti per ora...
lostitnhesky Says:
3 Luglio 2008 at 09:36.
Quando da bambino facevo il monello mio papà mi minacciavia dicendomi che mi avrebbe mandato in colonia. Forse sapeva bene che quel posto non è molto divertente per i bambini.
filo Says:
3 Luglio 2008 at 09:37.
In gioventù ho lavorato parecchie estati come “monitrice” ,allora si chiamava così la maestrina a cui veniva affidato in colonia un gruppo di bambini. Bisognava occuparsi di loro tutto il giorno e anche la notte,poichè si dormiva con i bambini nelle grandi camerate, dietro un precario divisorio di compensato , senza un’ora di libertà e meno che mai una giornata libera nelle tre settimane che si trascorreva in colonia. Sono stata anche a Piazza Brembana, una grande villa in pietra con un bellissimo parco intorno e un prato di erba fitta fitta e verdissima che pareva seminata, dove mi è capitato di addormentarmi in qualche pomeriggio assolato! C’erano bambini che non superavano mai la nostalgia di casa, ma altri che vivevano gioiosamente e con spensieratezza quella vacanza che era per molti di loro l’unica occasione di vivere in modo sano ed equilibrato e socializzare con gli altri.




