3 agosto 2008
In funivia.
Posted by Sciura Pina under: così è la vita; le mie montagne; persone e personaggi .
Quando sono in vacanza mi capita spesso di servirmi di una funivia per salire in quota, non si tratta di pigrizia, ma dell’età che avanza, un tempo disdegnavo questo modo sibaritico di frequentare la montagna e, molto più spartanamente, partivo a piedi da fondovalle con uno zaino pesantissimo sulle spalle, ma ora, visto che i tempi di percorrenza si allungano in modo preoccupante, preferisco risparmiarmi i sei-settecento metri di dislivello iniziale.
Di conseguenza sono diventata una entusiasta utente degli impianti a fune che costellano la valle anche perchè, durante i pochi minuti di tragitto, approfitto della forzata immobilità per studiare le persone che mi circondano.
Ci sono i bambini, in punta di piedi per guardare fuori dai finestrini troppo alti, con il naso appiccicato al vetro, stupiti ed ansiosi di scorgere la cabina che transita in senso opposto che di solito accolgono con manifestazioni di giubilo.
C’è sempre qualcuno preoccupato che cerca di non darlo a vedere, ma, osservando attentamente la mano stretta in modo innaturale sulla barra di sostegno, si può intuirne la tensione.
C’è sempre “l’allegrone” che esordisce con un funereo e vagamente minaccioso “speriamo che non succeda niente” che contribuisce ad aumentare il nervosismo dei timorosi che lo guardano con gratitudine.
C’è chi illustra “urbi et orbi” i sentieri che si possono scorgere lungo il fianco del monte, specificando, anche se non richiesto espressamente, tempi di percorrenza e dislivelli.
C’è chi parla dei fatti propri ad altissima voce, come se non ci fosse a bordo nessuno scarsamente interessato alle sue traversie amorose o finanziarie.
E’ un po’ come trovarsi su un grande ascensore con un gruppo di perfetti estranei che si cerca bellamente di ignorare.
Poi, finalmente, la cabina entra in stazione allora tutti quanti si affollano alle porte scorrevoli, desiderosi di liberarsi da una forzata, ancorché breve, convivenza della quale si sarebbe fatto volentieri a meno.
un Commento per ora...
enrico Says:
4 agosto 2008 at 10:54.
ricordo la mia prima esperienza in funivia. curiosità e timore. un vuoto allo stomaco alla partenza e poi un paesaggio incantevole da ammirare. Non so se a distanza di tantissimo tempo è sempre la stessa: marmolada, 2 tronconi e un ascensore.
Ne ho riprovate poi altre, come quella del Cermis in val di Fiemme e altre ancora per andare sulle piste da sci. Meraviglioso essere “penzoloni” immersi in uno scenario davvero incantevole




