25 agosto 2008
Ovvio.
Posted by Sciura Pina under: i giorni della scuola; personali .
A pochi giorni dalla riapertura delle scuole si riaccendono polemiche e discorsi che hanno un preoccupante sentore di déjà-vu.
Sui quotidiani appaiono articoli sul rincaro dei prezzi dei libri di testo e dei materiali (quaderni, astucci, matite e così via): probabilmente gli aumenti sono reali, ma, passato il mese di settembre, l’allarme rientra salvo poi riparlarne l’anno successivo, senza peraltro studiare soluzioni come, ad esempio, promuovere concretamente l’editoria elettronica.
Già dallo scorso anno nella scuola dove insegno abbiamo deciso di non utilizzare l’antologia (…e di crearcene una su misura), da quest’anno probabilmente rinunceremo alla grammatica e al libro di storia, ma queste, come altre iniziative analoghe, prendono corpo solo grazie all’impegno di alcuni di quei bistrattati insegnanti che, a detta di chi parla di scuola senza conoscerla dall’interno, sono delusi e demotivati (nonchè un po’ depressi), ma sono piccole soluzioni che tentano di venire incontro alle necessità delle famiglie, senza tante parole, ma con grande concretezza
.
So per esperienza diretta che nella scuola operano tante persone entusiaste, innamorate del proprio lavoro, desiderose di trovare sempre nuove strategie e nuovi percosi, ma l’impegno, si sa, non fa notizia.
A quanti non si sono ancora arresi, a quanti riescono ancora a fare le nozze con i fichi secchi, a quanti tirano avanti senza curarsi dei discorsi inconcludenti di chi dovrebbe migliorare le nostre condizioni di lavoro, a tutti i miei colleghi: buon anno scolastico.
3 Commenti per ora...
Caterina Says:
26 agosto 2008 at 13:48.
è vero! I costi dei libri sono alle stelle e lo dice una che per anni non ha potuto utilizzare quelli del fratellone, perché puntualmente cambiavano edizione. Confesso un segreto: il periodo che frequentavo la scuola media un professore utilizzava ancora la versione vecchia (quella che mio fratello aveva conservato gelosamente) e ci dettava i testi. Non tutti riuscivano a scrivere velocemente sotto dettatura, me compresa, (considerando che la stenografia l’ho imparata qualche anno dopo, alle superiori). Io ero, però la più fortunata: giunta a casa, infatti, copiavo il testo e lo studiavo.
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Un’ultima cosa. Tuttora sono affezionata ai testi d’italiano (storia, grammatica, antologia) e ammetto che ancora oggi, a distanza di anni, vado a darci una sbirciatina.
Chi l’avrebbe mai detto che una tipa timida e silenziosa, sarebbe diventata una giornalista?!!
A presto!
PureSwami Says:
26 agosto 2008 at 15:25.
Mi associo all’augurio! Gran duro e stupendo “lavoro” il vostro.
Siete “figure” che restano ben impresse nella mente ed è un compito che non è assolutamente facile da sostenere! Vabbè che voi del Nord siete più bravi… (tanto per rimanere in tema di “polemiche”….)
Il mio “Pippo” professore d’italiano, ce l’ho ancora come punto di riferimento e quando vedo o sento qualcuno declamare la Divina Commedia, non riesco a non rivedere lui che, occhiali in mano, naso adunco, gira per i banchi con il libro, a declamare i versi…
In bocca al lupo!
maria angela Says:
26 agosto 2008 at 20:16.
buon anno scolastico cara sciura, anche da chi come me si occupa da impiegata comunale di far funzionare al meglio la scuola dietro le quinte..
baci
m.ang



