3 Ottobre 2008

Im…pazienti.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; diritti e doveri; personali .

La mia mamma è in terapia anticoagulante (per gli addetti ai lavori T.A.O.) il che significa, in buona sostanza, che deve assumere quotidianamente un farmaco il cui dosaggio è prescritto da un ematologo dopo un attento monitoraggio del tempo di protrombina (I.N.R. per gli addetti ai lavori).

Praticamente si va in ospedale, si fa un prelievo del sangue e, dopo un’oretta, il medico consegna una tabella giornaliera con le dosi da assumere, se va tutto bene la prescrizione prevede un lasso di tempo di quattro o cinque settimane prima del controllo successivo, se i valori sono sballati capita, come è successo recentemente a mia madre, di dover ripetere l’esame dopo quattro giorni: è una seccatura ma è indispensabile e quindi si deve fare buon viso a cattivo gioco.

Lo sportello apre alle tredici, si fa il prelievo e si ritira l’esito dalle quattordici e trenta, quindi i tempi di attesa sono ridotti all’osso, anche perchè i medici, spesso e volentieri, consegnano i primi referti con la terapia personalizzata addirittura prima delle quattordici: rapido, efficiente e praticamente indolore.

Però (perchè c’è sempre un però) capita che qualcuno, per portarsi avanti, arrivi alle dodici per prendere il numeretto e alle tredici e trenta cominci a dare segni di impazienza: è tutto un lamentarsi contro i medici, la sanità pubblica, l’organizzazione ospedaliera, i tempi di attesa.

Purtroppo chi si lamenta con alti lai dimentica che basterebbe arrivare un quarto d’ora prima della chiusura per fare la registrazione, il prelievo ed ottenere la prescrizione in poco più di trenta minuti: rapido, efficiente, praticamente indolore, come dicevo.

Ma ormai lamentarsi, anche quando non ce n’è motivo, sta diventando uno sport nazionale.

in fondo

3 Commenti per ora...

gturs Says:

3 Ottobre 2008 at 17:33.

Si, condivido in pieno quanto hai scritto, lamentarsi è diventato il nuovo sport nazionale, anche quando i servizi funzionano e non ce ne sarebbe bisogno.
L’ASL di mia competenza, la n° 1, ha pensato di distribuire sia i farmici carissimi che i presidi per le cure domiciliari direttamente nelle farmacie degli ospedali avendo in questo modo sconti altissimi dalle ditte distributrici saltando così le farmacie e ottenendo un risparmio elevatissimo.
Pensa che anche questo ha ha scatenato le lamentele più atroci.
Ciao, bello il tuo blog, tornerò a trovarti.

filo Says:

3 Ottobre 2008 at 22:53.

Anch’io condivido. Penso anche che gli impiegati addetti agli sportelli col pubblico siano sottoposti ad uno stress altamente usurante.

elisa Says:

9 Ottobre 2008 at 13:35.

Ho come l’impressione che quelle persone che arrivano alle 12 non abbiano molto altro da fare…

È sempre più semplice lamentarsi che far qualcosa perché le cose migliorino.

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