17 dicembre 2008
Nostalgia (non più) canaglia.
Posted by Sciura Pina under: così è la vita; passato (quasi) remoto; personali .
Secondo uno studio condotto nel Regno Unito il rimpianto del passato non sarebbe un fatto negativo anzi, al contrario, una risorsa che permetterebbe, con l’elaborazione dei ricordi, di affrontare in modo equilibrato il presente.
La nostalgia, quindi, vista come un aiuto alla nostra salute mentale a patto che non diventi una sorta di fuga dalla realtà perchè, in questi casi, avrebbe un significato quasi patologico.
Devo dire che mi piace molto questa lettura della nostalgia, visto e considerato che, come si può vedere anche nelle pagine di questo blog, ogni tanto mi piace risvegliare i ricordi, non tanto e non solo con sentimenti di rimpianto, ma soprattutto per tenere viva la memoria, perché sono consapevole di essere come sono anche perché ho vissuto esperienze, ho incontrato persone, ho visto cose (…che voi umani…) e mi spiace che questa enorme ricchezza che so di portarmi dentro “vada perduta nel tempo come lacrime nella pioggia“.
E allora bando alle timidezze e ai timori commuoviamoci pure davanti ad una vecchia fotografia o ascoltando una canzone o ritrovando la compagna di banco delle elementari su facebook, insomma lasciamoci andare ogni tanto ad una “sana” nostalgia: forse ci aiuterà ad essere più saggi e più forti.
2 Commenti per ora...
pia Says:
17 dicembre 2008 at 11:04.
Dice giustamente Gramellini che la nostalgia spoglia i ricordi dalle spine e ci permette di assaporare a nostro piacimento ciò che è stato. In effetti è così, ma è anche vero che quando si vive il presente, spesso non lo si percepisce per quello che realmente è, ma “caricato” di significati che il senno di poi ci fa dimenticare o li vanifica.
Penso che il più delle volte non sappiamo apprezzare al momento ciò che la vita ci riserva e ce ne rendiamo conto soltanto dopo. E se chiamasi nostalgia, ben venga, ci restituisce emozionanti pezzi di vita.
Gianluca Says:
17 dicembre 2008 at 22:22.
Beh:non ci voleva tanta scienza, già Leopardi ci era arrivato … o no?




