28 gennaio 2009
Fannulloni in trasferta.
Posted by Sciura Pina under: così è la vita; diritti e doveri; i giorni della scuola; le mie montagne .
Sveglia all’alba (anzi un po’ prima visto che alle sei, dalle nostre parti, è ancora buio pesto), colazione abbondante, tuta e scarponi e via che si parte per la montagna.
Come ogni anno si ripete l’esperienza della “scuola in montagna“, questa volta, però, estesa a tutti gli allievi di prima e seconda (quelli di terza rosicano, ma devono studiare per gli esami e quindi niente distrazioni), i ragazzi sono divisi in tre gruppi: quelli che sciano, quelli che fanno snowboard e quelli che fanno attività di trekking per imparare come orientarsi e come usare le ciaspole.
Alla partenza c’è una piccola folla di genitori: c’è la mamma un po’ ansiosa che si lascia sfuggire un sinitro “Speriamo che vada tutto bene” che ha lo straordinario potere di catalizzare tutta la sfortuna della provincia.
Tra i genitori serpeggia un atteggiamento represso di invidia “Che fortuna questi professori: passano una giornata a divertirsi in montagna e sono pure pagati per farlo”.
Non sanno che gli insegnanti pagherebbero per trascorrere una giornata di noia senza dover badare ai loro pargoli che riescono a cacciarsi in tutti i guai possibili e immaginabili.
Ci sono quelli che escono dal noleggio mulinando minacciosamente sci e racchette sulle teste dei compagni in coda, ci sono quelli che si slacciano la tavola e la lasciano beatamente scendere a valle, a velocità folle, “tanto la riprendono giù” (e pazienza se la tavola punta contro la prof d’italiano che, data l’età, ha qualche problema a togliersi fulmineamente dalla traiettoria del bolide), ci sono quelli che, alla dodicesima volta, non hanno ancora capito che il cartello con la scritta “alzare i bastoncini all’arrivo” significa che bisogna “alzare i bastoncini all’arrivo” altrimenti il tapis roulant si blocca e poi si ribaltano perchè il tapis roulant, logicamente, si blocca.
E poi ci sono quelli che dopo lunghe ed estenuanti vestizioni ( “prof : non si allaccia lo scarpone, lo sci scivola, il casco è stretto, ho perso un guanto) dopo aver infilato scarponi, sci, guanti e casco scoprono che “dovevano” andare in bagno e quindi procedono a lunghe ed estenuanti svestizioni.
Alla fine tutti quanti fanno ritorno a casa un po’ provati, soprattutto i prof. (quelli pagati per andare in montagna a divertirsi).
Scendo dal pullman e giuro a me stessa che è l’ultima volta, che la prossima starò a casa, che vadano pure gli altri colleghi…ma domattina, alle sette, sarò già pronta, con tuta e scarponi, per un’altra divertente giornata sulla neve.
un Commento per ora...
filo Says:
28 gennaio 2009 at 22:42.
Una bella iniziativa…ma quanta attenzione e responsabilità da parte dei prof !




