31 marzo 2009
L’utile e il bello.
Posted by Sciura Pina under: appunti di viaggio; impara l'arte .
La giornata di fine marzo è così così, ha smesso di piovere, ma fa ancora freschino e il cielo è nuvoloso, non rinunciamo alla nostra camminata del lunedì, ma non è il caso di impegnarci in un percorso lungo che ci porti troppo lontano dal parcheggio e dal rifugio sicuro dell’auto: non si sa mai, se dovesse ricominciare a piovere…
Camminiamo lungo l’Adda intorno a Trezzo e raggiungiamo la Centrale Taccani mentre le nuvole si aprono e comincia a fare capolino un timidissimo sole.
Mi piace molto questo impianto perchè mi sembra un po’ il simbolo di come si possa progettare qualcosa di utile senza rinunciare al bello: alla fine dell’ottocento Cristoforo Benigno Crespi acquistò il terreno sul quale sarebbe sorta la centrale che doveva alimentare il cotonificio e il villaggio operaio che avrebbe preso il suo nome.
Il particolare che mi ha sempre colpito è che l’imprenditore stabilì che la centrale idroelettrica doveva essere funzionale, ma perfettamente inserita nel paesaggio in modo da ridurre al minimo l’impatto ambientale.
Così l’architetto Moretti progettò un edificio elegante ed armonioso, utilizando il ceppo (la pietra tipica dell’Adda), ch si inserisce perfettamente nel paesaggio congiungendosi idealmente alla mole del castello.
E’ bella la Centrale Taccani, non sembra neppure un impianto industriale, si riflette sontuosa nello specchio d’acqua e sta lì a dimostrare che un edificio, nato per produrre energia, non deve necessariamente essere brutto, ma può arricchire il territorio: serve solo un po’ di attenzione all’ambiente e un po’ di voglia di investire in bellezza.
un Commento per ora...
filo Says:
31 marzo 2009 at 22:55.
Bell’edificio, un po’ cupo. Sembra un castello della Transilvania! Ciao Sciura Pina.




