3 giugno 2009
Com’è duro essere donne.
Posted by Sciura Pina under: parliamo di donne; personali .
E’ di ieri la notizia che alcune signore, insignite di alte onorificenze dello Stato, hanno stilato un documento nel quale invocano un maggior rispetto per le donne.
Senza andare lontano anche nel mio paese un candidato Sindaco, nella cui lista le presenze femminili sono esigue, ha affermato in un confronto pubblico che non è necessario che le donne facciano politica perchè hanno altri compiti: la cura della famiglia e della casa, per esempio.
“Che la piase, che la tasa e che la staga in casa” si diceva un tempo (devo tradurre?), ma quel tempo non mi sembra tanto remoto.
Perchè a una donna non si chiede solo che sia intelligente e preparata (questi semmai potrebbero apparire come difetti), ma che sia di aspetto gradevole, silenziosa e che mantenga un basso profilo e poco importa se lavora fuori casa, magari con compiti che implicano grandi responsabilità, poco importa se dopo una giornata di lavoro deve prendersi cura di bambini, anziani e malati, poco importa se su di lei pesano, per la maggior parte, le decisioni relative al bilancio familiare o all’educazione dei figli, comunque è meglio che non si occupi di politica, non si occupi delle decisioni che interessano tutti (magari anche le donne), perché la politica è “roba da uomini”.
E’ duro essere donne, oggi come ieri, ma le donne hanno tante energie e risorse e “quando il gioco si fa duro” di solito sono in grado di giocare.
3 Commenti per ora...
Artemisia65 Says:
3 giugno 2009 at 13:03.
ah guarda, capita tutti i giorni
io riparo pc, un lavoro forse insolito x una donna
tempo fa un conoscente mi subissava di domande x il suo pc
un giorno gli dissi senti, il tuo pc è arrivato al capolinea, portamelo che te lo formatto
non lo vidi x parecchi giorni, poi lo incontrai e gli chiesi del pc
la risposta è stata: eh beh x un consiglio una donna va bene, ma se c’è da metterci le mani su è meglio un uomo……..
Ariss Says:
3 giugno 2009 at 16:56.
Dove abito io non è così duro essere donna. Ho una discreta istruzione, ho un lavoro, sono economicamente indipendente, posso scegliere di avere un figlio senza marito o compagno, sono assistita durante la gravidanza e la legge mi permette di stare a casa senza perdere il posto. Se voglio posso mandare a quel paese, in tutti i sensi, il marito, il datore di lavoro, ecc… senza rischiare per questo di essere ripudiata o picchiata o lapidata. Vogliamo parlare dei paesi islamici, africani, di alcune parti della Cina?
La cultura sessista c’è in occidente eccome! Ma spesso è anche avallata da donne che pur di mettersi in vetrina rinnegano la loro dignità.
Vogliamo parlare di donne e pubblicità? Se i pubblicitari sono maschi, perchè le donne si prestano a girare spot di infissi interni o di yogurt completamente nude?
Di più, vogliamo parlare di vallettopoli, delle candidate alle Europee di Berlusconi, di Noemi? Tutte pronte a lanciarsi verso un radioso futuro politico esibendo curricula di tutto rispetto, o in mancanza di ciò nello spettacolo, tanto non c’è più differenza.
skip Says:
3 giugno 2009 at 22:20.
quel candidato sindaco ha confuso il chicchirichì nel pollaio con la politica



