18 giugno 2009

Il dovere di insegnare.

Posted by Sciura Pina under: i giorni della scuola .

Trapelano da più parti notizie di un incremento consistente del numero dei bocciati nelle scuole superiori, ma anche nella scuola media e, almeno per esperienza diretta, posso affermare che c’è del vero: anche nella mia scuola si è bocciato di più rispetto agli scorsi anni.

Qualcuno fa notare che un maggior numero di insuccessi depone a favore di una scuola più seria, più rigorosa nella quale il merito è il metro di misurazione dei risultati, altri osservano che una maggiore permanenza degli studenti all’interno del sistema scolastico rischia di drenare ulteriormente i fondi già esigui destinati all’istruzione pubblica: statisticamente uno studente rappresenta un costo per anno quindi è evidente che ogni anno ripetuto significa un aumento dei costi.

Io però vorrei affrontare il discorso alla radice: a mio parere una scuola che boccia non è una scuola seria, ma una scuola che ha abdicato al suo dovere di insegnare e di educare, una scuola che fa ricadere i propri insuccessi sui ragazzi, che non ha saputo motivare gli studenti, che non ha saputo svolgere il suo lavoro che consiste nel tramettere conoscenza e nel far crescere.

Quando, durante la mia carriera, mi è capitato di decidere per una bocciatura (ed è successo raramente)  non l’ho mai fatto a cuor leggero, ma mi sono sempre chiesta dove ho sbagliato, dove non sono stata all’altezza del mio compito, quali strategie avrei potuto adottare e non ho adottato.

Una scuola che boccia non è una cosa di cui vantarsi, è l’ammissione di una sconfitta: ricordiamocene ogni volta che sentiremo parlare di serietà e rigore.

5 Commenti per ora...

catepol Says:

18 giugno 2009 at 09:04.

concordo con te…la bocciatura è merito del ragazzo ma anche del docente che dovrebbe aver attivato tutto l’attivabile durante l’anno scolastico per non arrivare alla bocciatura. Certo ci sono casi e casi…però è vero: bocciare non è una vittoria della scuola. Salutoni

Papà Volontario Says:

18 giugno 2009 at 16:39.

posso comprendere il discorso per dei ragazzi di scuola media, ma alle superiori il tuo discorso è applicabile solo in parte. Dovresti provare a fare qualche anno in un qualche istituto professionale, dove ogni giorno è una battaglia per arginare comportamenti delinquenziali alimentati quotidianamente dai media televisivi e non. Come si può fare l’insegnante che educa, quando la massima aspirazione della maggior parte dei nostri ragazzi è essere una velina o un tronista, ove vige l’idea del soldo facile, del “niente fatica e massimo guadagno”?

skip Says:

19 giugno 2009 at 01:10.

La bocciatura implica a monte un fallimento prima educativo e poi didattico che chiama in causa un po’ tutti (insegnanti,genitori e alunni) e richiede poi uno sforzo maggiore per individuare metodologie , a volte diversificate di lavoro, per prevenire l’abbandono scolastico.Concordo anche col papà volontario, perchè credo che sia più difficile riuscire a recuperare e motivare i ragazzi delle scuole superiori.

patrizia brunelli Says:

21 giugno 2009 at 18:09.

credete veramente che quest’anno ci siano state più bocciature? io insegno da diversi anni ed ho sempre vagliato a lungo prima di fermare un alunno tenendo in considerazione tanti fattori: lo facevo prima e continuo a farlo. per me non è cambiato nulla. di chiacchiere sulla scuola se ne fanno tante e la stragrande maggioranza sono vere e proprie “ciaule”.

Sciura Pina Says:

21 giugno 2009 at 21:51.

@ Patrizia: anch’io continuo a comportarmi così, ma in alcune scuole medie della mia zona si sono sfiorate percentuali del 10% assolutamente non confrontabili con gli esiti degli scorsi anni.
Logicamente non si tratta di un campione scientifico, ma fa comunque pensare.

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