19 giugno 2009
Al voto, al voto.
Posted by Sciura Pina under: così è la vita; diritti e doveri; personali .
Ho sempre ritenuto il voto un mio preciso diritto-dovere e, da quando ho compiuto il ventunesimo anno d’età (sì perché ai miei tempi non si diventava maggiorenni a diciotto), ho sempre votato per ogni tipo di elezione e di referendum e ho svolto, per diverse tornate, la funzione di presidente, scrutatore e segretario dei seggi.
Per quanto riguarda il referendum di domenica prossima, però, sono decisamente in difficoltà, un po’ perché ormai da tempo immemorabile è praticamente impossibile raggiungere il quorum, un po’ perchè l’abolizione del premio di maggioranza alle coalizioni, in caso di vittoria elettorale, lascia spazio ad un premio di maggioranza ad una singola lista (il che mi sembra decisamente peggio), potrei forse impegnarmi per il terzo quesito referendario perché ho sempre considerato ridicolo che un candidato possa presentarsi in diverse circoscrizioni (stile dono dell’ubiquità) con l’evidente intento di lasciare poi il posto ad un “primo dei non eletti” gradito.
Il senso di frustrazione deriva anche dal fatto che troppo spesso i quesiti referendari riguardano un singolo articolo, un aspetto molto tecnico, e troppo spesso consistono nell’abrogazione di una piccola parte della norma che lascia la legge zoppicante.
Forse è questo aspetto, oltre ai reiterati inviti in consultazioni ormai lontane a disertare i seggi ed andare al mare, che ha provocato il disamore dei cittadini per lo strumento referendario: l’impressione molto fondata di non esprimere un parere su una legge (mi piace, non mi piace), ma di incidere solo marginalmente sul testo.
Comunque non ho ancora rimesso nel cassetto il certificato elettorale: ci penserò domenica….
4 Commenti per ora...
Gianluca Aiello Says:
19 giugno 2009 at 23:07.
C’è sempre il rischio che non raggiungendo mai il quorum, qualcuno possa avere la bella idea di abrogare i referendum, tanto non servono più a nulla.
kinnie51 Says:
19 giugno 2009 at 23:45.
Speriamo che non succeda, se no finirà che davvvero non saremo più cittadini, ma sudditi, visto che attualmente non possiamo neanche sceglierci il candidato da votare. Anche se il nostro voto al referendum conterà poco, meglio di niente. Io voterò : NO, NO, SI
Giuseppe Piazzese Says:
21 giugno 2009 at 09:24.
Il referendum che si sta svolgendo in questi due giorni è come sempre la volontà di Mariotto Segni di spodestare e sminuire l’attività parlamentare, in cui lui non è presente.
La formulazione dei quesiti e l’inserimento del terzo quesito sono però strumentali, creati cioè ad hoc, per spingere la gente ad andare a votare di fatto una riformale elettorale, che elimini una legge elettorale definita da chi l’ha proposta una “porcata” e permetta alle prossime elezioni di andare a votare con un’altra legge “porcata”.
L’attribuzione del premio di maggioranza al singolo partito permetterebbe a chi raggiunge la percentuale del 25/30% (vedi Pdl) di avere una presenza in parlamento del 55% trasformando di fatto la democrazia in una quasi dittatura, se poi a ciò aggiungiamo le varie camicie verdi e nere, introdotte come ronde, che tanto ricordano gli squadroni fascisti, abbiamo un mix eccellente!!!
Credo che all’Italia sia già bastato un ventennio fascista e non ci sia bisogno di creare le condizioni per avere un’altro periodo fascista.
Per questo, pur credendo nella democrazia e nell’importanza dell’espressione del voto, non andrò a votare.
Oggi più che mai chiiunque creda nella democrazia non può permettersi di far raggiungere il quorum a questo referendum che trasformerebbe la nostra Repubblica in una dittatura di fatto!!!
Luca Says:
23 giugno 2009 at 10:53.
A leggere i risultati di questo referendum sembra che gli italiani vogliano abrogare prima di tutto questo tipo di consultazione. Almeno nella forma attuale, come ha puntualizzato anche il ministro dell’interno Maroni. Onestamente non credo che il quasi 80% degli aventi diritto abbia deliberatamente disertato per attuare la strategia del quorum mancato.
Sono convinto che il referendum sia uno strumento di democrazia fondamentale, ma l’abuso che se ne e’ fatto negli ultimi anni ha portato a queste conseguenze (credo che l’ultimo referendum con quorum raggiunto sia quello del 1995, con piu’ di 10 quesiti in una sola consultazione).
Non credo che aumentare il numero delle firme necessarie e abolire il quorum sia la soluzione, come si vocifera in questi giorni. Quanto poco costa una firma e con quanta leggerezza la si concede al gazebo di raccolta? E voglio credere che le 800.000 raccolte da Mariotto Segni siano tutte autentiche, benintesi…
Perche’ non chiedere uno sforzo in piu’ a chi davvero crede nella necessita’ di proporre un referendum? Sappiamo rendere complicate molte questioni che non dovrebbero esserlo con la burocrazia: chi vuole sostenere un referendum si rechi all’ufficio elettorale comunale e compili l’apposito modulo. Ne bastino pure 250.000. E resti il quorum, perche’ se alla maggioranza degli aventi diritto non interessa modificare una legge (magari perche’ ha gia’ dato mandato al parlamento di farlo) deve poter scegliere di non votare.



