21 luglio 2009

L’innocenza perduta.

Posted by Sciura Pina under: personali .

Mi ha profondamente colpito la notizia di un bambino napoletano pesantemente sbeffeggiato dai compagni (a quanto racconta la madre) in una scuola di Treviso perchè considerato “diverso”.

So per esperienza che i bambini non hanno pregiudizi poi, crescendo, assorbono dalla famiglia e dall’ambiente circostante modi di pensare, talvolta sbagliati, frutto di mentalità chiuse.

Così chi per i più svariati motivi è (o appare) diverso diventa bersaglio dei compagni: succede ai bambini stranieri, ai bambini portatori di handicap, ai bambini che provengono da altre regioni.

Dovremmo sempre ricordarci, quando parliamo con i nostri figli, che i nostri pensieri possono essere presi alla lettera, che i bambini non sanno leggere le sfumature di significato, ma tendono a dividere il mondo in buoni e cattivi, in giusti e sbagliati proprio in base ai nostri discorsi.

Quando parliamo con i nostri figli dobbiamo essere consapevoli delle grandi responsabilità che ci assumiamo.

5 Commenti per ora...

lostinthesky Says:

22 luglio 2009 at 10:18.

Mi viene in mente quando ho fatto servizio civile con i bambini disabili.
C’erano maestre che mi costringevano a restare fuori dall’aula con il bambino solo perché “diverso”. Gli rallentavo il programma didattico se il bambino si metteva a parlare (dialogare) a modo suo, tutti si mettevano a ridere, insomma era una distrazione.
Poi c’erano invece maestre che insegnavano egregiamente a considerare il bambino un compagno normale con cui giocare e avere un rapporto di amicizia.
Queste sono quelle che preferivo.

trillina Says:

22 luglio 2009 at 20:52.

Come hai ragione! Quasi sempre quello che dicono i bambini è quello che sentono in casa. I genitori hanno un immenso potere e non se ne rendono conto

Anonima Says:

22 luglio 2009 at 21:43.

Ormai diverso viene considerato anche il bambino o la bambina che non indossa scarpe di marca o pantaloni griffati e si arriva al punto di non poterli negari ai propri figli proprio per non farli emarginare dai compagni.

filo Says:

22 luglio 2009 at 23:30.

Una volta si usava la carta assorbente per asciugare l’inchiostro della penna stilografica ed evitare che sbavasse sul foglio del quaderno. Un mio vecchio direttore didattico diceva che i bambini sono come carte assorbenti fin dai primi mesi di vita. Quando arrivano alle elementari, a sei anni, hanno già ricevuto dalla famiglia un forte imprinting e non è facile eliminare in loro i pregiudizi che hanno acquisito.A me pare che oggi esista un forte divario tra i principi educativi che sono le finalità della scuola e quelli delle famiglie.

Ariss Says:

23 luglio 2009 at 14:12.

Oggi ho sentito la notizia in Tv. Una delle madri dei bambini che avrebbero sbeffeggiato il loro compagno ha dichiarato telefonicamente che probabilmente le prese in giro sono state inventate o quanto meno travisate, perchè nella stessa classe ci sono 4 bambini extracomunitari che sono ben inseriti e non hanno mai avuto problemi.
Quale delle due madri ha esagerato nel racconto dei fatti?

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