16 ottobre 2009
Ci siamo persi un’altra I.
Posted by Sciura Pina under: così è la vita; i giorni della scuola; personali .
In questi giorni, a scuola, si comincia a parlare di orientamento, e, visto che insegno in una terza media, quest’anno mi tocca.
Per il momento, in attesa di capire come sarà la scuola superiore il prossimo anno, l’ho presa un po’ alla larga: da una parte abbiamo lavorato sul concetto di “scelta”, dall’altra abbiamo cominciato a chiacchierare di attitudini, aspettative e “sogni nel cassetto”.
I ragazzi, però, sono impazienti, vorrebbero già sfogliare gli opuscoli della regione con gli elenchi delle scuole superiori, anche per farsi un po’ l’idea delle materie e degli orari dei vari istituti, oltre che cercare di capire dove siano localizzate le scuole che vorrebbero frequentare.
La notizia fresca fresca è che, finalmente, la riforma c’è e consiste in una drastica riduzione degli indirizzi (per la gioia di chi deve aiutare ad indirizzare) e in una generale riduzione delle ore di lezione (per la gioia dei pargoli).
L’impressione generale, ad una prima superficiale lettura, è che i tagli (perchè di questo si tratta) colpiscono in prevalenza l’inglese, mentre, in alcuni ordini di scuola, c’è un moderato aumento dell’italiano.
Non riesco a capire come mai non sia possibile, nel nostro paese, migliorare un insegnamento non a scapito di un altro, magari altrettanto importante e non riesco neppure a capire perchè, per migliorare la scuola, sia indispensabile ridurre le ore di lezione.
Si badi bene: non credo che sia automatico che chi sta a scuola di più impari di più, l’insegnamento non è solo un fatto quantitativo, ma soprattutto qualitativo, tuttavia mi sembra improbabile il contrario.
In conclusione anche la I di inglese si sta inesorabilmente sbiadendo, ma niente paura: come ha scritto in un commento qualche giorno fa un lettore di questo blog, con il traduttore di Google si risolve tutto.
2 Commenti per ora...
brionytallis Says:
20 ottobre 2009 at 21:23.
Come già proposto nel lontano (!) 2001 quando si voleva “imporre” il solo francese a due delle tre classi prime della scuola media in cui insegni (pericolo scongiurato), una soluzione potrebbe essere nel considerare l’inglese finalmente come una materia principale sempre (proprio come la matematica) e non a discrezione di “qualcuno” in base ai soldi, insegnanti e ore disponibili.
Quando finalmente arriveremo a questa consapevolezza, il problema sarà superato perchè servirà non più la terza “I” ma la prima “C” (cinese).



