14 febbraio 2012
Scelta responsabile.
Posted by Sciura Pina under: diritti e doveri; passato (quasi) remoto .
Gli ultimi giorni di agosto del 1960 la radio diffondeva una canzoncina, dal sapore vagamente marziale, dal titolo “Welcome to Rome” (cantata, credo, da Joe Sentieri) era la sigla ufficiale dei giochi della XVII Olimpiade (quella di Roma per intenderci).
Io avevo sette anni, ero in vacanza fra le mie montagne (allora le vacanze duravano fino alla fine di settembre, visto che la scuola iniziava nel mese di ottobre) dove non si vedeva la televisione, canticchiavo il motivetto orecchiabile, ma di giochi olimpici capivo poco.
Solo più tardi mi sarei affezionata ai personaggi come Berruti, che taglia il traguardo con gli occhiali ben piantati sul naso, o Abebe Bikila che corre a piedi nudi sui sassi antichi della città eterna.
Quella del ‘60 fu un’Olimpiade dal sapore quasi epico, ammantata dall’inevitabile retorica, stile cinegiornale dell’Istituto Luce, che allora era ancora in voga.
Per una decisione, che io ritengo seria e responsabile, del nostro Governo, Roma non si candiderà ad ospitare l’Olimpiade del 2020: forse non è più il tempo delle imprese epiche, ammantate di retorica, forse è il momento di lavorare con sobrietà per contribuire a ricostruire questo Paese.
2 Commenti per ora...
enrico Says:
15 febbraio 2012 at 15:32.
recessione tecnica, oggi. Da amante dello sport avrei voluto provare il piacere di vivere in un paese che ospita un avvenimento meraviglioso come le Olimpiadi, ma è stata una saggia decisione



