7marzo2010
Posted by Sciura Pina under: diritti e doveri.
Così, in un breve articolo, recitavano le leggi delle dodici tavole, la prima raccolta di leggi scritta della Roma repubblicana, infatti anche gli antichi romani avevano compreso l’importanza di un codice di leggi scritte, perchè ciò che è scritto è perentorio, non può essere sottoposto all’arbitrio di chiunque, ciò che è scritto, giusto o sbagliato che sia, vale per tutti.
Su questo si basa il diritto, sulla forza della legge che non è solo e mai pura formalità perchè nasce dall’esigenza di regolamentare ciò che può apparire non chiaro o confuso, ciò che può essere interpretato arbitrariamente: la legge mette un punto fermo, pone fine alle discussioni, la legge è legge.
Per questo motivo “interpretare” la legge con un decreto che ne modifichi i termini è pericoloso e irrispettoso di chi le leggi si sforza di rispettare.
6marzo2010
Posted by Sciura Pina under: appunti di viaggio; personali.
Mi fa sempre uno strano effetto tornare da un viaggio, per una settimana non ho letto i giornali italiani (non avevo neanche il tempo di cercarli), non ho guardato la televisione, grazie alla connessione wifi ho dato un’occhiata abbastanza distratta ai giornali online, tra una doccia, un veloce cambio d’abito e le cento richieste d’aiuto dei ragazzi così, dei gravi problemi che in questa settimana hanno attanagliato il Paese o, più semplicemente, il paese in cui vivo ho solo una vaga impressione.
Ritornare a casa è come svegliarsi da un sonno leggero, durante il quale abbiamo sentito, senza ascoltarle, le voci di coloro che ci circondano, qualcosa è rimasto, ma è tutto confuso ed è difficile comprendere bene l’accaduto.
Adesso, per mettermi in pari, dovrò leggere i giornali che mio marito ha previdentemente conservato, ma francamente non ne ho molta voglia: sono stata via e la mia mente è decisamente ancora via.

5marzo2010
Posted by Sciura Pina under: appunti di viaggio; i giorni della scuola.
“Che peccato tornare a casa” commenta uno dei ragazzini guardando fuori dal finestrino Praga illuminata dalle prime luci dell’alba: nelle sue parole c’è tutto il rimpianto per il viaggio ormai quasi concluso.
Per i miei allievi l’esperienza della “gita scolastica di terza” è qualcosa di unico e irripetibile: per molti di essi è il primo viaggio lontano dai genitori, in albergo, con una valigia da organizzare, con soldi e documenti da gestire, con orari e programmi da rispettare senza l’amorevole presenza di mamma e papà che ti dicono quando svegliarti, come vestirti, cosa mangiare.
L’autonomia è la prima cosa importante che imparano e, come è naturale, fanno degli errori, ma gli errori aiutano a crescere.
E poi c’è Praga, con la sua magica bellezza, i suoi palazzi eleganti fra i quali aggirarsi a naso in su, con gli sguardi pieni di stupore, con gli abitanti che parlano “strano”, con le monete che richiedono frenetici calcoli, con il cibo inusuale da assaggiare: ogni giorno sono piccole sfide da affrontare, piccoli grandi problemi da risolvere.
E anche questo aiuta a crescere.

4marzo2010
Posted by Sciura Pina under: appunti di viaggio; così è la vita; i giorni della scuola; personali.
Non ho scritto nulla in questi due giorni e non perchè nell’albergo manchi la connessione wifi o perchè non avessi nulla da scrivere, ma più semplicemente perchè la vita dell’insegnante in gita (pardon, in viaggio d’istruzione) è intensa, praticamente senza un attimo di respiro,
Ci si sveglia all’alba con il più mattiniero e ci si addormenta con il più nottambulo, si esce dall’albergo alle nove e si fa rientro alle diciotto per concedersi una doccia veloce, una telefonata a casa, e la cena, nel frattempo si provvede a risolvere i mille problemi dei pargoli in trasferta che vanno dal portafogli smarrito, alla porta che non si chiude, dalla valigia che non si apre, alla cerniera incastrata, dagli abbassamenti di voce alla localizzazione dell’ufficio postale per spedire le cartoline e poi si esce di nuovo per l’escursione serale.
Al rientro ci vuole ancora un’ora per convincere i teneri virgulti a chiudersi nelle proprie camere e poi si crolla sul letto.
Tutto cìò avviene nella splendida cornice di una delle città più belle del mondo, perchè, anche se sono superimpegnata, non mi sfugge che là fuori c’è Praga.
Ma ora non ho tempo: di Praga se ne parlerà al mio ritorno.
1marzo2010
Posted by Sciura Pina under: appunti di viaggio; i giorni della scuola; passato (quasi) remoto; personali.
Dalla scuola a Praga è un lungo nastro di autostrada, che supera le Alpi e poi scende dolcemente verso Monaco e le colline della Baviera.
Il pullman procede dolcemente, non sembra neppure che vada veloce, eppure macina chilometri con una calma inesorabile, non c’è traffico che intralci la marcia verso la nostra meta.
Si attraversano le frontiere senza quasi rallentare, come è diverso da quando viaggiavo attraverso un’Europa divisa e ogni frontiera poteva rappresentare una lunga ed estenuante attesa.
I ragazzi sono silenziosi, forse provati dalla levataccia mattutina o forse impegnati con le diavolerie tecnologiche non si sentono quasi.
E poi, verso l’imbrunire, ecco all’orizzonte le luci di Praga, il viaggio sul lungo nastro d’asfalto è finalmente finito, ci aspetta la cena e il meritato riposo e domani la scoperta della città.
28febbraio2010
Posted by Sciura Pina under: diritti e doveri; i giorni della scuola; personali.
Credo di aver affrontato l’argomento diverse volte, ma, come dicevano gli antichi romani (che di latino un po’ ne sapevano): “repetita juvant” e quindi conviene ripetere, chissà che il concetto non passi.
Il concetto che vorrei che passasse è semplice: una scuola che si vanta delle insufficienze, una scuola che sparge a piene mani i cinque in condotta non è la scuola del rigore, non è la scuola della serietà è solo una scuola che abdica al suo compito.
Gli insegnanti non sono le persone incaricate, alla fine di un quadrimestre, di registrare successi e insuccessi come se fossero dei burocrati alle prese con numeri e statistiche, gli insegnanti sono coloro che, attenti ogni giorno all’andamento del proprio lavoro, cercano tutte le strategie, tutti gli strumenti, tutti gli effetti speciali che permettano loro di non dare nessuna insufficienza.
Il compito degli insegnanti è quello di motivare gli allievi, di interessarli, di appassionarli: è un compito difficile, a volte arduo, ma questo è il nostro lavoro e non possiamo limitarci solo a spiegare, verificare e valutare.
Vorrei ricordarLe, Signor Ministro, che la scuola seria, la scuola rigorosa non è quella che boccia è quella che, più semplicemente, insegna.
27febbraio2010
Posted by Sciura Pina under: appunti di viaggio; i giorni della scuola; personali.
Il passaporto collettivo dei ragazzi è finalmente arrivato, trasportato con la stessa cura con cui si tratterebbe un neonato, curato a vista da tutti: il prezioso documento che ci permette di portare sessanta pargoli a Praga troneggia sul tavolo dell’aula professori tra l’incredulità degli astanti.
La partenza è fissata per lunedì alle sei, il torpedone (così lo definisce il prezioso documento di cui sopra) ci prenderà in carico nel piazzale davanti alla scuola.
Ci aspettano cinque giorni di viaggio, di scarpinate nella città d’oro, di notti probabilmente insonni, ma comunque vale la pena di fare l’esperienza di un viaggio con i ragazzi.
25febbraio2010
Posted by Sciura Pina under: così è la vita; diritti e doveri; i giorni della scuola; personali.
Qualche tempo fa, assistendo ad una puntata di Presadiretta, mi sono sentita profondamente amareggiata per l’abisso in cui sta precipitando ( o è già precipitata) la scuola pubblica e il divario sempre più ampio che la divide dalla scuola privata.
Anche nella scuola dove insegno si vedono i segni della “cura dimagrante” dei conti pubblici: sono state tagliate le compresenze e molti laboratori, ma se di fatto il tempo scuola quantitativamente non è cambiato, la qualità dell’offerta formativa è ben diversa rispetto a due anni fa.
Sono indignata perchè vedo risorse dirottate verso chi ha già tante opportunità, mentre chi non può permettersi (o non vuole farlo) una scuola privata costosa vede la scuola pubblica sempre più depauperata.
Sono indignata, è vero, ma mi è anche venuto un soprassalto di orgoglio: se è vero che con i soldi si possono fare tante cose è pur vero che la mancanza di risorse non fa, necessariamente, della scuola pubblica una scuola da terzo mondo, perchè noi insegnanti siamo la risorsa dei nostri allievi, noi con le nostre competenze, con la nostra cultura, con la nostra passione.
Non dobbiamo aver paura di trasmettere molto, dobbiamo far capire ai nostri ragazzi che “noi” siamo la loro opportunità di crescere. che devono spremerci come limoni per ottenere da noi tutto ciò che possiamo dare.
Se riusciremo a trasmettere ai nostri ragazzi il desiderio di imparare, l’amore per la conoscenza e la curiosità avremo creato una “scuola d’eccellenza” anche con pochi quattrini e senza troppe strutture.
Questa è la nostra sfida, questo è il nostro compito e non dobbiamo avere paura di provarci e dobbiamo farlo con entusiasmo, i ragazzi capiscono quando faccoiamo le cose con la testa e col cuore e, di solito, ci seguono.
24febbraio2010
Posted by Sciura Pina under: Senza Categoria.
Sono sempre stata attratta dall’astronomia, dall’osservazione del cielo, mi piacerebbe conoscere il nome delle stelle e riconoscere le costellazioni, sono affascinata dalle enormi distanze, “dall’interminato spazio e sovrumani silenzi” che riesco solo ad intuire quando guardo il cielo.
Sono una dilettante assoluta, ho un piccolo telescopio con il quale mi sforzo di esplorare il buio profondo e di osservare i corpi celesti, mi appassiono alle foto pubblicate sul sito della Nasa che mi raccontano di mondi lontani.
Così mi è capitato di vedere un ingrandimento di una immagine ripresa dalla sonda Cassini: in primo piano, enormi, ci sono gli anelli di Saturno e sullo sfondo, nel buio dello spazio, un puntino luminoso che la didascalia descrive come la Terra.
Ecco l’astronomia mi piace proprio per questo, perchè mi insegna che non bisogna mai prendersi troppo sul serio, perchè tutti noi siamo un puntino luminoso infinitamente piccolo nell’infinitamente grande dell’universo, perchè tutto il nostro correre ed affannarci, visto da lontano, conta veramente nulla.
E’ la stessa sensazione che provo, nelle notti limpide in alta montagna, quando osservo la Via Lattea ed è una sensazione di incredibile serenità.
23febbraio2010
Posted by Sciura Pina under: e adesso musica; i giorni della scuola; poesia.
Ehi raga che forza, adesso si può fare il Karaoke con le poesie dei grandi classici della letteratura italiana e pazienza se sarà un po’ come cantare in inglese (della serie so il testo, ma non l’ho mica tanto capito, però riesco a cantarlo e tanto basta).
Ma veramente si può pensare che in questo modo si riesca a far digerire la poesia ai ragazzi? E poi era proprio indispensabile ingaggiare la paroliera del premier? Mi sembra che le parole ci fossero già e che fossero sufficientemente sublimi.
Vorrei sapere chi ha avuto la bella idea di buttare via qualche paccata di euro per mettere in musica ciò che ha già una intrinseca inarrivabile musicalità.
Le parole della poesia sono parole delicate, vanno lette ad alta voce, possibilmente nel silenzio e posso garantire, per esperienza personale, che quando si riesce a farlo i ragazzi hanno sufficiente sensibilità per “sentire” la musica delle parole e per lasciare che l’armonia scivoli dentro di loro.
Questa operazione mi sembra superficiale e poco “didattica”, non insegna a comprendere e ad amare la poesia, insegna un’accozzaglia di parole messe in fila: nessuna canzonetta potrà mai riprodurre la dolente consapevolezza del”sole che abbaglia” e dei “cocci aguzzi di bottiglia”.
I padri della letteratura ringraziano sentitamente.
