14agosto2010
Posted by Sciura Pina under: così è la vita; i giorni della scuola; personali.
Tra le discussioni estive, quelle, per intenderci,che si consumano nello spazio di pochi giorni sotto l’ombrellone, è saltata fuori la storia del telefonino perduto con una serie di messaggi che definire criptici è un eufemismo.
C’è stato un grande stracciamento di vesti per la temuta, prevedibile, decadenza della lingua italiana, ammazzata dagli acronimi, dalle K, dalla scomparsa delle doppie.
D’altra parte si tratta di un vero e proprio nuovo linguaggio, nato dalla necessità di scrivere in fretta. in poco spazio, con grande risparmio di caratteri, un nuovo linguaggio che però, ben presto, è uscito dallo stretto ambito degli s.m.s. per debordare in tutte le manifestazioni della lingua scritta ivi inclusi i temi in classe (che io sanziono con particolare durezza).
Come tutti i linguaggi, però, non è sufficiente lamentarsi per la corruzione dei costumi, ma è necessario cercare di comprenderlo e, in questo senso, il testo rinvenuto nella memoria del telefonino ricorda un po’ la stele di Rosetta.
Non dobbiamo neppure pensare che l’uso di abbreviazioni e acronimi sia solo un segno della decadenza dei tempi in cui viviamo, in fondo chi ha studiato epigrafia sa che anche gli antichi romani sulle lapidi (vista l’ovvia mancanza di spazio) abbreviavano i testi in modo anche talora arbitrario.
Ricordo quanto mi facevano soffrire espressioni del tipo Q.Q.V.P.XXX.
In questo gli antichi romani e i giovani italiani hanno molto in comune anche se, a dire il vero, è inquietante osservare che anche la lingua latina è scomparsa.
12agosto2010
Posted by Sciura Pina under: computer; così è la vita; personali.
Va bene, lo ammetto, sono una mamma apprensiva e un po’ chioccia e, anche se il mio pargolo è un uomo adulto, ogni tanto avrei la tentazione di chiedergli se si è messo la “maglia di lana”, ma mi trattengo perchè ho ancora un barlume di senso del ridicolo.
Mi trattengo anche dal chiedergli di darmi ogni tanto un colpo di telefono, per Bacco è un uomo, ha la sua autonomia (come è giusto che sia) e non deve raccontare alla mamma tutto quello che fa.
Mi trattengo, ma faccio fatica, in fondo è l’unico figlio che ho e i figli, si sa, so “pezz’è core”.
Mio figlio, che mi conosce benissimo e, probabilmente, apprezza i miei sforzi, anche se ogni tanto si lascia andare a commenti ironici, usa uno stratagemma per darmi sue notizie (quelle che ritiene giusto darmi): ogni tanto lascia un post su facebook o su twitter e io mi rendo conto che, spesso, sono a mio esclusivo uso e consumo.
Così quando accendo il computer, do un’occhiata a facebook e non gli rompo le scatole.
Ogni tanto però mi piacerebbe scrivere un commento del tipo: “ti sei messo la maglia di lana?”
8agosto2010
Posted by Sciura Pina under: così è la vita; parliamo di donne; personali.
Le vedo, nel tardo pomeriggio, avviarsi tutte garrule verso il centro sportivo dove l’animazione organizza la “baby dance”, portano gonne corte e top microscopici (ma anche loro sono microscopiche), hanno le guance spruzzate di brillantini, le labbra tirate a lucido e ciocche colorate nei capelli, sono graziose bimbette di poco più di dieci anni.
Sono bimbette, appunto, con l’innocenza delle bimbette, ma un aspetto quasi da adolescenti, innaturale e, a mio parere, fuori luogo.
Leggo anche che, come già negli Stati Uniti, stanno prendendo piede anche da noi le “baby beauty farm” dove le bambine si sottopongono a massaggi al cioccolato, extension coloratissime e manicure con smalti variopinti.
La notizia mi lascia un po’ perplessa perchè una cosa è insegnare ad una bambina ad aver cura del proprio corpo, ad essere sempre pulita e ordinata, mentre questo scimmiottare gli adulti rischia di inculcare l’idea che l’aspetto sia la cosa più importante a cui badare.
Mi piacerebbe che si aprissero anche delle “baby beauty farm” che si prendessero cura della mente e non solo del corpo.
Essere “una bella persona” non sempre ha a che fare con l’aspetto esteriore.
7agosto2010
Posted by Sciura Pina under: così è la vita.
Oggi pomeriggio, spinti dalla necessità di procurarci le foto per la carta d’identità e l’assicurazione medica, siamo scesi a Lecco (città che, sia detto per inciso, anche se si trova in riva al lago, è abbastanza afosa).
Praticamente abbiamo sbrigato tutte le nostre faccende in un centro commerciale che, se non altro, presenta alcuni vantaggi: c’è tutto ciò che serve in poco spazio, c’è la possibilità di parcheggio e c’è l’aria condizionata.
La cosa che mi ha stupito è che, pur essendo in un week end da bollino nero (sì il bollino è diventato nero) il centro commerciale era strapieno di gente, segno che, almeno a giudicare dalla prima impressione, moltissimi sono ancora a casa e forse partiranno, se partiranno, la prossima settimana.
Per ora si accontentano del clima mite del centro commerciale dove si aggirano, apparentemente acquistando pochissimo, gustando un gelato.
L’unica coda (…e questo mi sembra significativo) era alla cassa del superenalotto.
6agosto2010
Posted by Sciura Pina under: diritti e doveri; personali.
Non bastano sessantacinque anni ad attenuare il dolore e l’orrore.
Qui si sente quasi tangibile, quasi fosse un fatto fisico, il valore della pace.
5agosto2010
Posted by Sciura Pina under: così è la vita; le mie montagne; passato (quasi) remoto; personali.
Questa mattina sono stata svegliata dal tuono che rotolava insistente su per i fianchi della montagna, la casa è buia e si sente il rumore della pioggia battente sul bosco mentre, in sottofondo, si fa strada il suono del torrente, giù nella valle, che comincia a gonfiarsi.
E’ una di quelle giornate di temporale che obbligano a stare in casa a scrutare, fuori dalla finestra, un segno di schiarita, una frattura tra le nubi compatte che scendono a sfiorare il suolo e coprono la vista dei monti.
Quando ero bambina e generalmente trascorrevo i giorni di vacanza fuori di casa a giocare in piazzetta o in giardino con i miei coetanei in giornate come questa mia madre riusciva a catturarmi e allora, finalmente (dal suo punto di vista), potevo dedicarmi ai sempre odiati compiti delle vacanze oppure passavo la giornata ad imparare a svolgere piccoli lavori domestici, sempre con un occhio rivolto alla finestra nella speranza di scorgere un indizio di miglioramento.
Oggi è anche il 5 agosto, il giorno della Madonna della neve, il giorno in cui gli abitanti di Introbio salgono a piedi, in processione, alla chiesetta in Val Biandino rinnovando una tradizione antica di secoli, in Artavaggio si celebra la Messa sul prato antistante la chiesetta e a Mezzacca si organizza una vivacissima festa intorno alla chiesa, ma il temporale (annunciato lungamente per altro) sta obbligando tutti in casa.
Non è stata un’estate particolarmente piovosa, ma tutta questa pioggia ha già cominciato a stancare.

4agosto2010
Posted by Sciura Pina under: così è la vita.
L’antitrust ha aperto un’istruttoria sul ”power balance” il braccialetto che promette miracoli per verificare se ci siano gli estremi per parlare di pratica commerciale scorretta.
Mi sembra giusta la richiesta di una dimostrazione medico scientifica dei possibili effetti benefici sull’uomo del braccialetto colorato che sta diventando un vero e proprio oggetto di culto, tuttavia ho l’impressione che a coloro che lo acquistano (o l’hanno acquistato) poco importino le prove della sua efficacia (o meno).
Chi lo acquista acquista un sogno, il sogno di migliorare le proprie prestazioni, di conquistarsi un po’ di benessere senza troppa fatica, non è la prima volta che succede.
In fondo anche la più banale delle pubblicità commerciali promette (spesso in modo implicito) il raggiungimento di obiettivi strabilianti senza sforzi: acque minerali che aiutano a dimagrire, merendine che stimolano l’armonia familiare, profumi che aumentano il fascino e via dicendo.
Quando acquistiamo dentro di noi scatta la molla del “non ci credo, ma…” e l’autosuggestione aiuta perchè spesso non stiamo acquistando un prodotto, ma un sogno.
Chi acquista il braccialetto probabilmente sospetta di non migliorare, solo per il fatto di indossarlo, forza ed equilibrio, ma lo fa ugualmente magari perchè è di moda, magari perchè “non si sa mai”, magari perchè sui sogni non si discute.
3agosto2010
Posted by Sciura Pina under: così è la vita; passato (quasi) remoto; personali; persone e personaggi.
Chi legge questo blog sa che ho una passione antica per la storia, mi piace leggerla, studiarla, mi piace lavorare sui documenti, perchè la storia non è solo la narrazione degli eventi umani, ma la ricerca attraverso le fonti, i documenti, le tracce che l’uomo, nei secoli, ha lasciato dietro di sè.
In questo consiste il fascino della storia: la continua ricerca della “verità” che può essere messa in discussione, in qualsiasi momento, da un nuovo documento, da una nuova interpretazione, poichè nello studio storico tutto è in divenire, nulla è immutabile.
Spesso lo storico lavora su brandelli del passato quasi insignificanti che vanno interpretati, contestualizzati, inseriti in una sequenza di documenti perchè illuminino la conoscenza di un’epoca, di un personaggio, di un evento e contribuiscano a descriverli a tutto tondo.
Questa premessa è necessaria per comprendere quale sarà, poniamo tra mille anni, la ricerca storica su questa nostra Italia, su questo nostro tempo e mi chiedo spesso quale immagine di noi stiamo lasciando attraverso i documenti (articoli di giornale, video, registrazioni, testi di legge, manifesti pubblicitari e quant’altro).
Ho pietà degli storici del 3010, che dovranno interpretare tutto questo e cercare di comprendere il nostro tempo.
2agosto2010
Posted by Sciura Pina under: Milano nel cuore; così è la vita; passato (quasi) remoto; personali.
Mio marito, il mio personalissimo esperto di calcio e affini, mi ha comunicato che, dal prossimo campionato, si giocheranno le partite anche poco dopo mezzogiorno (oltre che al sabato pomeriggio, al sabato sera, alla domenica pomeriggio, alla domenica sera e al lunedì sera salvo recuperi, anticipi e posticipi).
Immagino scenari inquietanti: la televisione accesa perpetuamente, sintonizzata sui vari digitali o sui satelliti, per tutto il week end (e oltre), perchè, prima e dopo la partita, ci sono le trasmissioni di approfondimento, di commento, la stucchevole sarabanda del calcio parlato (…e meno male che qualcuno ha pensato bene di spegnere la moviola); immagino tifosi in movimento verso lo stadio già dalle prime ore del mattino, ma soprattutto immagino le belle famiglie italiane, che riescono a ritrovarsi a tavola giusto alla domenica, perdersi anche questa occasione.
Anch’io, da bambina, andavo a domeniche alterne allo stadio, con mio padre: ci andavo col tram, dopo il pranzo domenicale, il caffè bevuto insieme dai miei genitori in salotto, poi mia madre stava a casa con mio fratello piccolissimo e io me ne andavo a San Siro con papà: per me lo stadio era il gelato comprato dal signore in giacchetta bianca che si aggirava sulle gradinate e la mia mano stretta in quella di mio padre.
La partita era un momento per stare insieme.
Sarebbe bello se fosse ancora così.
1agosto2010
Posted by Sciura Pina under: così è la vita; diritti e doveri; passato (quasi) remoto; personali.
E’ comprensibile che i fischi non facciano piacere a nessuno, è comprensibile che non ci sia grande entusiasmo nell’affrontare una piazza ostile, è comprensibile, ma l’assenza annunciata dei rappresentanti del governo alla commemorazione della strage della stazione di Bologna segna in modo doloroso la distanza fra la politica e i cittadini.
Tuttavia, anche se si tratta di una piazza difficile, penso che le vittime, i parenti e la città stessa meritino la presenza, dignitosa e partecipe, dello Stato.
A trent’anni da quel giorno terribile Bologna dovrebbe sentire che lo Stato c’è.
