7Maggio2008

Quasi estate.

Posted by Sciura Pina under: fotografia; personali.

Il rientro dal lungo ponte non è stato facile, immergersi di nuovo nella routine del lavoro dopo dieci giorni di vacanza è quasi traumatico anche perchè la temperatura si è improvvisamente rialzata e i ragazzini si perdono, guardano fuori dalla finestra quasi imbambolati e si legge negli occhi di tutti il desiderio di correre nei prati.

In questi casi si apprezza il fatto di abitare in un paese che, pur distando una ventina di chilometri da Milano, pur trovandosi in una zona altamente antropizzata e industrializzata vicinissima ad una delle autostrade più trafficate d’Italia, ha conservato tante aree verdi ed è circondato dai campi.

Così anch’io ho ceduto alla tentazione di fuggire e, approfittando del caldo pomeriggio soleggiato, ho fatto una passeggiata tra i campi che, in questi giorni, si sono accesi di colori incredibili.

Sembra proprio che sia già arrivata l’estate.

fiori gialli

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6Maggio2008

Non sono d’accordo.

Posted by Sciura Pina under: diritti e doveri.

Signor Presidente, mi spiace contraddirla, ma non sono assolutamente d’accordo con lei e non perchè non sia un fatto gravissimo la contestazione violenta della presenza di Israele alla fiera del Libro di Torino, ma perchè i due fatti non sono assolutamente confrontabili.

A Verona è stata spenta una vita nel modo più stupido e inutile (non che esistano motivi intelligenti per uccidere), un uomo è morto per noia, per desiderio di violenza, per delirio di onnipotenza, un uomo che pochi giorni fa viveva, lavorava, amava, rideva e piangeva come tutti noi e oggi non esiste più.

Chi ha ucciso non aveva un motivo (ma può esistere un motivo per uccidere?), aveva solo voglia di concludere la serata di un giorno di festa con un atto di forza e di sopraffazione che desse l’illusoria impressione di essere qualcuno, di contare qualcosa.

Provo dolore per l’ucciso, provo pietà per gli assassini, ma non credo che possa esserci perdono.

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5Maggio2008

Dove abbiamo sbagliato?

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; diritti e doveri; personali.

Davanti a notizie terribili come questa mi chiedo dove abbiamo sbagliato e dico “abbiamo” perchè mi sento coinvolta in prima persona come genitore, insegnante ed educatore.

Non penso che sia sufficiente addossare la colpa alla società, alla televisione, a internet, alla “mancanza di valori” (tra l’altro quando si parla di “valori” il discorso è sempre generico e non si capisce mai bene a quali valori si faccia riferimento).

Sta di fatto che è cresciuta una generazione nella quale è difficile riconoscersi (logicamente sto generalizzando non tutti i ventenni sono così), ma intorno a noi, in mezzo a noi sono moltissimi quelli che si abbandonano alla violenza, che cercano lo sballo per i quali la vita umana, propria o altrui, vale meno che niente.

Non possiamo chiudere gli occhi o limitarci a condannare, dobbiamo capire e, se possibile, tentare di ricucire una rete di rapporti e modificare radicalmente i nostri comportamenti di adulti nella speranza di diventare modelli credibili e, per questo, autorevoli.

13 

4Maggio2008

L’antitrust sui libri di testo.

Posted by Sciura Pina under: i giorni della scuola; personali.

Gli insegnanti alle prese con le nuove adozioni dei libri di testo avranno uno strumento in più, almeno queste sono le intenzioni e le finalità dell’azione dell’antitrust, una banca dati dove sarà possibile confrontare caratteristiche e prezzi dei testi.

In realtà la scelta dei libri, come ho avuto già modo di spiegare, è una faccenda complessa perchè bisogna tener conto di un gran numero di variabili, non ultima il tetto di spesa già da diversi anni fissato dal ministero.

Spesso accade infatti che di un testo venga presentato il primo volume, il quale di solito ha un prezzo adeguato che aumenta però, in modo abbastanza imprevedibile, negli anni successivi, quando non è così semplice cambiare adozione (generalmente, infatti, un testo dovrebbe essere mantenuto in uso per almeno un triennio, a meno che non si riscontrino gravi errori di carattere scientifico o metodologico).

Mi sembra più interessante, invece, l’impegno assunto da parecchie case editrici di utilizzare supporti diversi da quello cartaceo che rappresenterebbe un risparmio non indifferente.

Da parte nostra, nella scuola dove insegno, abbiamo quasi concluso l’esperienza di un anno di insegnamento dell’italiano senza  libro di testo: si è trattato di un lavoro non facile, ma molto interessante perchè siamo riusciti a creare un repertorio di testi calibrati sulla classe, vicini all’esperienza e agli interessi dei ragazzi, estremamente flessibili tanto che i colleghi che inizieranno un nuovo ciclo il prossimo anno hanno intenzione di proseguire la sperimentazione, magari estendendola anche al libro di grammatica e di geografia.

C’è ancora tanto lavoro da fare, ma credo che abbiamo imboccato la strada giusta.

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3Maggio2008

La parabola dei capponi.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita.

Nel terzo capitolo dei Promessi Sposi c’è una scenetta gustosa che mi fa sempre pensare: Renzo, dopo che è andato a monte il matrimonio con Lucia, su consiglio di Agnese, si reca da un noto avvocato lecchese, il dottor Azzeccagarbugli, per ottenere qualche dritta legale.

Per non presentarsi a mani vuote il nostro eroe porta in dono quattro capponi che tiene stretti per le zampe, a testa in giù e, visto che è piuttosto agitato, durante il cammino gesticola facendo ballonzolare in modo indecoroso le teste degli animali i quali, da parte loro, ne approfittano per beccarsi a vicenda.

Scrive il Manzoni con la sua consueta ironia:

“Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in giù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.”

Quella dei capponi di Renzo è una chiara metafora: spesso quando ci troviamo in difficoltà invece di essere solidali e di fare fronte comune con coloro che si trovano nella nostra stessa situazione, tendiamo a “beccarci” tra di noi, accusandoci a vicenda degli insuccessi, cercando di sfuggire alle nostre responsabilità, cercando di mettere in evidenza i nostri pregi in contrapposizione con i difetti altrui, cercando di “chiamarci fuori” anche se, come succede ai capponi, siamo “dentro” in pieno.

Dovremmo comprendere che fare come i capponi di Renzo non è solo dannoso, è decisamente stupido.

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2Maggio2008

Relax.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; le mie montagne; personali.

Giornate passate così, a guardare il cielo e scrutare le nuvole per scoprire un piccolo fazzoletto di azzurro con la speranza che smetta di piovere, ma anche no, in fondo va bene anche così: per riposare va bene anche la pioggia.

Il tepore del camino, una tazza di thè profumato, un libro che da troppo tempo aspetta lì nello scaffale, una poltrona vecchiotta, ma comodissima: in fondo basta veramente poco per recuperare un po’.

Se il sole si affaccia  fra le nuvole basta infilarsi un paio di scarponi (possibilmente impermeabili) e incamminarsi nel bosco tra i profumi del muschio, della terra bagnata, delle foglie secche, ogni tanto si sente un fruscio o il suono secco di un ramo spezzato ed ecco uno scoiattolo si arrampica su un tronco nodoso o un passero saltella fra il fogliame.

E il tempo scorre così, con calma, senza fretta come scandito da una lenta clessidra.

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1Maggio2008

Primo Maggio.

Posted by Sciura Pina under: diritti e doveri; personali.

Amo il mio lavoro, un lavoro che ho scelto fin da quando ero bambina, un lavoro che, quando frequentavo il liceo e l’università, vedevo come un traguardo a cui tendere, un lavoro che ho sempre considerato un diritto e un dovere e penso che sia un grande privilegio poter svolgere la professione che amo.

Oggi il mio pensiero va a chi non ha scelto il proprio lavoro, a chi non ha proprio un lavoro, a chi non sa se il mese prossimo potrà ancora lavorare, a chi è sfruttato e senza diritti, a chi lavora in condizioni insicure e pericolose e sogno un mondo in cui ciascuno possa essere fortunato come me e svolgere il lavoro che più gli piace e che gli consenta di vivere in modo dignitoso.

Mi piace ricordare che la nostra Repubblica considera il lavoro come il suo principio fondamentale.

Buona festa del lavoro a tutti.

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30Aprile2008

Quel piccolo negozio.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; passato (quasi) remoto.

I miei ricordi d’infanzia sono legati ad un quartiere di Milano, l’Isola Garibaldi, e ad una via in particolare, quella in cui vivevo, dove si aprivano le minuscole vetrine di tanti negozi: la merceria, vicina al portone di casa mia, il prestinaio proprio di fronte, accanto al fruttivendolo con la frutta e la verdura in bella mostra sul marciapiedi, più avanti la drogheria con i suoi aromi di spezie e di caffè, subito dopo la cartoleria dove acquistavo i quaderni, i pennini e la carta assorbente e all’angolo la salumeria con i profumi di formaggi e prosciutti che per me sono quasi come la madeleine di Proust.

I negozi non erano solo luoghi dove acquistare le merci, ma possibilità di incontro, di rapporti sociali e di aggregazione del quartiere.

Al giorno d’oggi, soprattutto nei centri meno popolosi o dove la gente vive solo nelle ore serali, magari perchè lavora in città, i negozi chiudono ad uno ad uno non riuscendo più a reggere la concorrenza con i grandi centri commerciali che sono competitivi sia per i prezzi che per l’assortimento delle merci.

Sono spariti, nel paese in cui vivo, i negozi più antichi, dove si vendeva di tutto, gestiti da negozianti entrati nella storia della comunità e i locali sono stati occupati da agenzie immobiliari, agenzie di lavoro interinale o banche, con grande dispiacere degli anziani che si trovano a disagio nei supermercati dove è praticamente impossibile scambiare quattro chiacchiere.

E’ di questi giorni la notizia che a Cavallasca, un paese di poche migliaia di abitanti in provincia di Como, non esiste più nemmeno un negozio di generi alimentari e il Comune, per venire incontro alle esigenze dei cittadini, si è lodevolmente attivato per organizzare un sistema di rifornimenti con l’aiuto degli ambulanti.

I piccoli negozi forse non rispondono più alle leggi di mercato e alla concorrenza, ma la loro chiusura è proprio un pezzo di storia che se ne va.

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29Aprile2008

Differenziamo.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; diritti e doveri; personali.

Nel comune dove vivo la raccolta differenziata dei rifiuti è praticata da almeno dodici anni, con un po’ di difficoltà e di riluttanza abbiamo imparato, a poco a poco, ad organizzarci, ad usare i sacchi di diverso colore, a tenere d’occhio il calendario annuale (anche se qualche volta mi capita, verso mezzanotte, di ricordarmi all’improvviso che è il giovedì nel quale devo portare in strada il sacco giallo della plastica).

Quando il Comune varò la raccolta differenziata ci fu una campagna di informazione capillare, addirittura la classe nella quale insegnavo allora fu incaricata di realizzare un filmato pubblicitario per spiegare in modo chiaro come suddividere i rifiuti e devo dire che si trattò di un’esperienza divertentissima che ebbe, per lo meno, l’indiscutibile vantaggio di chiarirci le idee.

Nonostante tutto ogni tanto, rientrando a casa di notte dopo qualche riunione protrattasi un po’ troppo a lungo, mi capitava di incontrare per strada qualcuno che si aggirava con un sacchetto di plastica da abbandonare nel luogo più “opportuno”.

Poi gradualmente le cose hanno cominciato a funzionare ed ora siamo come tanti soldatini che, disciplinatamente, accatastano i sacchi del colore giusto, nei luoghi giusti, nei giorni giusti e con i rifiuti giusti.

Ma la perfezione non è di questo mondo e ogni tanto, gettando nell’apposito bidone il sacchetto rigorosamente biodegradabile dei rifiuti umidi, mi accorgo che qualcuno vi ha deposto una bella bustona di plastica da supermercato assolutamente non biodegradabile: evidentemente la via verso la corretta differenziazione è lunga e irta di ostacoli.

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28Aprile2008

La scoperta del podcast.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; personali.

La mia mamma che ormai, a causa dell’improvvisa cecità che l’ha colpita circa due anni fa, vive in un mondo di suoni ha scoperto, dopo la ritrovata passione per la musica e per la lettura (grazie al libroparlato), che si può ascoltare una trasmissione radiofonica anche senza avere a portata di mano una radio in un orario fisso: in poche parole ha scoperto il mondo del podcast.

La sua trasmissione preferita, dopo diverse incursioni nella programmazione Rai, è senza dubbio “Con Parole mie” di Umberto Broccoli, che le consente di approfondire aspetti della storia quotidiana, attraverso eventi e personaggi del passato, presentati con garbo e leggerezza, anche se con rigore scientifico e accuratezza nella scelta dei documenti.

Perciò nel week-end  devo trovare un po’ di tempo per scaricare i files della settimana appena trascorsa e riversarli sull’ipod che mia madre ormai porta appeso al collo come un monile.

Poi ascolta le trasmissioni con attenzione e mi ragguaglia con estrema precisione sui fatti del passato e li confronta con il presente con acutezza ed ironia.

E’ incredibile come mia madre riesca sempre a stupirmi.

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