24Ottobre2008

Quel particolare profumo.

Posted by Sciura Pina under: in biblioteca; passato (quasi) remoto; personali.

Avete mai provato a sfogliare un libro tanto vecchio da essere considerato antico?

Nella mia vastissima biblioteca ce ne sono alcuni, preziosissimi (almeno per me) che hanno più di cent’anni, le pagine ingiallite e fragili, scampati ai bombardamenti, alle devastazioni di una guerra mondiale, conservati gelosamente e arrivati fino a me in un passaggio di mani premurose, libri che stavano nel salotto della mia bisnonna, libri della prozia che vantava quarti di nobiltà e frequentazioni con il bel mondo milanese dell’inizio del ‘9oo.

Quando li apro, con infinita attenzione, come quando, da studente, all’Ambrosiana, avevo la fortuna di consultare codici plurisecolari, mi arriva un profumo particolare, di muffa e di chiuso, di umidità e di infinite stagioni trascorse, un profumo che sa di storia e di civiltà.

Lì dentro non ci sono solo nozioni, magari ironicamente superate dal volgere degli eventi e dal progresso, c’è anche una tradizione di amore per la lettura e di rispetto per la pagina scritta che ha attraversato la mia famiglia per decenni, di generazione in generazione.

Ed è con immenso piacere che osservo, di tanto in tanto, mio figlio il quale, abbandonato per un momento il lettore di e-book supertecnologico che porta sempre con sè, sfoglia con un’attenzione assorta, la stessa che aveva mio padre, quei vecchi volumi.

Allora so che questa tradizione che ci portiamo dentro da sempre non andrà perduta.

3 

23Ottobre2008

Sorpresa!

Posted by Sciura Pina under: i giorni della scuola; personali.

Sono così abituata, in questi giorni, a sentirmi ripetere intorno che la scuola italiana fa pena, non insegna niente, sforna ignoranti “a manetta” che rischio di farmi suggestionare anch’io, così quando, come oggi, la giornata scorre straordinariamente liscia e i ragazzi dimostrano di aver voglia di apprendere e di impegnarsi va a finire che mi stupisco.

Li guardo mentre ascoltano attenti, composti, silenziosi o alzano ordinatamente la mano per dire la loro e mi stupisco, poi mi stupisco del mio stupore: i miei ragazzi, in fondo, sono quasi sempre così.

La polemiche e le discussioni degli ultimi giorni hanno sortito l’effetto di rendermi più esigente del solito (e di solito sono molto esigente con me stessa e con i ragazzi) e loro mi stanno dietro, magari arrancando un po’, magari chiedendosi cosa diavolo sia successo, ma non perdono un colpo.

Io li osservo: sanno sempre sorprendermi positivamente con la loro capacità di dodicenni di ragionare su idee più grandi di loro.

2 

22Ottobre2008

Incontri.

Posted by Sciura Pina under: personali.

L’altra sera, in una delle mie rare incursioni in un centro commerciale, mi sono fermata a mangiare un panino in un fast food; mi capita raramente di farlo, ma quando ho fretta e sono a stomaco vuoto da parecchie ore non guardo tanto per il sottile.

Alla cassa, solitamente, ci sono delle ragazze e dei ragazzi svelti, precisi, professionalmente inappuntabili che, quasi senza alzare lo sguardo, ricevono le ordinazioni, preparano il vassoio, ritirano il denaro e si dedicano, gentilissimi, ma freddi, al cliente successivo.

In una parola sono efficienti e cortesi, ma nulla di più, d’altra parte chi cerca un rapporto umano alla cassa di un fast food?

L’altra sera, invece, alla cassa c’era una ragazza, evidentemente disabile, che ha alzato lo sguardo e, probabilmente contravvenendo ad una regola non scritta, mi ha rivolto la parola sorridendo e mi ha chiesto conto della frase ricamata sulla mia felpa, alla mia risposta ha cominciato a chiacchierare amabilmente strappandomi, nonostante la fretta e la stanchezza, un sorriso un po’ stupito.

Per una volta ho avuto la netta sensazione di avere a che fare con un essere umano, magari non efficiente e professionale, ma sicuramente “umano”.

4 

21Ottobre2008

Preoccupante!

Posted by Sciura Pina under: così è la vita.

Nel bar c’è un affollamento insolito, da una parte un gruppetto di persone raschia freneticamente una fila di tagliandi venduti con l’accattivante slogan “ti piace vincere facile!”, in un angolo si snoda la fila di coloro che tentano la fortuna al superenalotto che, ormai, ha un montepremi neppure immaginabile, mentre il vocio degli astanti è superato dal tintinnare delle macchinette “mangiasoldi”.

Cifre grandi e piccole passano di mano come in una minuscola Las Vegas dove non si tenta la fortuna per sfizio o per divertimento, ma, in molti casi, per necessità.

Per carità non sto facendo del moralismo bacchettone sul demone del gioco, anch’io del resto ogni tanto compro un “gratta e vinci” da due euro (solo da due euro perchè quelli di taglio maggiore non mi attirano) consapevole che si tratta di un gioco, in cui spesso si perde e qualche volta si vince e comunque i premi non solo tali da cambiarti la vita.

Mi preoccupa invece chi “investe” grosse cifre nel gioco contando su un calcolo delle probabilità che non ha alcun fondamento scientifico, affidandosi ai sogni e alla cabala.

Questo frenetico tentare la fortuna mi sembra un preoccupante segno di questi tempi difficili.

4 

20Ottobre2008

Opinione pubblica.

Posted by Sciura Pina under: ecco perché mi lamento; personali.

L’idea di “opinione pubblica” nasce alla fine del ‘700 alimentata dalla diffusione della stampa periodica e dalla possibilità di nuovi centri di aggregazione, come i caffè e i club, e si basa sul gusto per la discussione, dapprima di argomenti legati all’arte alla letteratura e alla cultura in genere, che, ben presto, abbraccia la politica e l’economia.

Perchè l’opinione pubblica si formi è necessario che le informazioni circolino liberamente,  senza mediazioni, senza censure, senza interpretazioni, affinchè sia possibile formulare autonomamente un giudizio sugli eventi, in caso contrario l’opinione pubblica risulterà influenzata e influenzabile.

Oggi l’opinione pubblica si forma soprattutto sull’ascolto dei salotti buoni televisivi nei quali l’informazione è sepolta sotto cumuli di urla, interpretazioni, precomprensioni, visioni della realtà, per forza di cose, parziali o, peggio, distorte.

Così può capitare di ascoltare in una sala d’apetto dell’ambulatorio (il mio punto di osservazione sul mondo) alcune anziane signore che dicutono animatamente:

“E’ giusto rimettere il maestro unico, perchè adesso ci sono tre maestre insieme, una spiega e le altre due chiacchierano bevendo il caffè”

“Ai miei tempi c’era una maestra sola e siamo cresciuti benissimo”

“Adesso le maestre scioperano così si fanno una settimana di vacanza” (evidentemente alla casta delle maestre, in caso di sciopero, non viene trattenuto lo stipendio).

“E’ giusto mettere tutti gli stranieri in una classe: non sono mica come i nostri bambini!”

“Ha ragione quello piccolo (immagino si parli di un noto ministro), da quando c’è lui non si ammala più nessuno (meglio che andare a Lourdes)”

“Sì però si fa la coda lo stesso, perchè adesso vengono a lavorare, ma non lavorano (qualcuno lo dica al ministro)”

E avanti così con giudizi lasciati cadere dall’alto, senza possibilità di replica, senza desiderio di maggiori conoscenze o di approfondimenti, guai a contraddirle portando la propria esperienza: ti guardano come un “furbetto” che tira l’acqua al proprio mulino e mente sapendo di mentire (o di mentina, come diceva Totò)

Certo che i mass media sanno fare bene il loro mestiere!

4 

19Ottobre2008

Pensiero in una domenica di sole.

Posted by Sciura Pina under: fotografia; personali.

L’autunno è talmente vivace e colorato che riesce a rendere affascinante anche un paese dell’hinterland milanese, con il suo minuscolo parco cittadino, stretto tra gli edifici e l’autostrada.

Altro che malinconia dell’autunno, questa è magia.

parco

6 

18Ottobre2008

Domenica è sempre domenica.

Posted by Sciura Pina under: Senza Categoria.

La torta salata di zucca è nel forno e cuoce allegramente, dal tavolo della cucina, mentre scrivo il mio post, la tengo d’occhio, poi mi dedicherò alla zuppa inglese perchè per me il sabato, quando non parto per andare in montagna, è giornata di grandi “spignattamenti” in preparazione del pranzo della domenica.

Durante tutta la settimana il lavoro e gli impegni mi costringono a cucinare in fretta, senza passione e senza fantasia, giusto perchè si deve mangiare, ma al sabato mi getto in arditezze culinarie, in esperimenti gastronomici, in preparazioni elaborate stile “Pranzo di Babette” perchè mi piace che gli altri membri della famiglia trovino sulla tavola i cibi preferiti, cucinati in modo inappuntabile.

L’unico problema è tenere lontana l’orda di affamati che si affolla in cucina attirata dai profumi che si insinuano per tutto l’appartamento.

Poi domani, a mezzogiorno, o giù di lì, ci siederemo a tavola tutti insieme (capita così raramente) e condivideremo oltre al cibo, che in fondo è solo un pretesto, la gioia di stare insieme.

1 

17Ottobre2008

Coronarie a rischio.

Posted by Sciura Pina under: così è la vita; ecco perché mi lamento; personali.

Per il secondo anno consecutivo l’autunno, oltre ai colori e ai profumi inebrianti, porta con sè un accertamento fiscale di alcune (parecchie) migliaia di euro di irpef non versata sulla liquidazione (leggi trattamento di fine rapporto) di mio marito.

A differenza dello scorso anno non mi sono schiantata al suolo, ma mi sono limitata ad una velata (mica tanto) imprecazione: sì perchè mio marito, quando è andato in pensione, la liquidazione (leggi trattamento etc. etc.) non l’ha presa tutta, anzi, per essere precisi, non ha ancora finito di prenderla adesso (problemi di liquidità?) però lo studio  di professionisti (sic) che aveva e ha l’incarico di preparare i conteggi e la documentazione per l’industria in cui il mio malcapitato consorte lavorava, per alcuni anni ha sbagliato a scrivere una lettera in una casella, così l’acconto diventa un saldo e le tasse lievitano.

Come lo scorso anno dobbiamo arrabattarci per reperire la documentazione necessaria, andare all’ufficio delle imposte, trovare un funzionario che ci stia a sentire e sperare che tutto si risolva, spendendo tempo, denaro e preziose risorse nervose.

Per questo motivo non posso fare a meno di prendermela con chi ha lavorato in modo approssimativo e superficiale mettendo noi (ed altri colleghi in analoga situazione) in un mare di guai.

Quasi quasi mi viene voglia di chiedere i danni biologici: il rischio infarto che corro ogni anno dovrebbe essere profumatamente risarcito.

4 

16Ottobre2008

Unisciti a Kiva.

Posted by Sciura Pina under: Senza Categoria.

E’ un po’ tardi per il Blog Action Day, ma comunque non è mai tardi per proporre una buona idea, ne ha parlato anche Gianluca, il quale ha ripreso alcuni post che avevo scritto in passato, l’idea in sostanza è quella di combattere la povertà aderendo a Kiva, un’associazione che realizza progetti di microcredito.

Si tratta di investire una piccola cifra che, unita a tante piccole cifre offerte da altrettanti aderenti al progetto, permette ai microimprenditori dei paesi più poveri, di avviare o consolidare attività commerciali o artigianali con le quali sostenere in modo dignitoso la propria famiglia.

Aderire è facile e, per esperienza diretta, posso affermare che i crediti rientrano con regolarità, il che permette di reinvestire il denaro in altri crediti, creando così un circolo virtuoso.

Se ti unisci a Kiva, ricordati di aderire al neonato gruppo dei blogger italiani kiva team.

1 

15Ottobre2008

Viva la differenza.

Posted by Sciura Pina under: diritti e doveri; i giorni della scuola.

Leggo con costernazione la notizia della mozione che prevede la formazione di classi per alunni stranieri che “non parlano o parlano poco la nostra lingua” perchè, se inseriti nelle classi comuni, come avviene ora,  ” i piccoli immigrati non apprendono e impediscono agli altri bambini, quelli italiani, di apprendere al meglio“, in questo modo si avorirebbe la vera integrazione.

Mi piacerebbe sapere su quali basi si fonda questa convinzione, la mia esperienza personale, dopo aver insegnato a bambini marocchini, ghanesi, ivoriani, ecuadoregni, rumeni, egiziani, filippini, ucraini mi dice che non è così.

Nella mia scuola si decide l’inserimento di un ragazzino straniero in una classe non tanto in base all’età effettiva, ma dopo un’attenta valutazione dei test appositamente strutturati e si lavora, con il supporto di un educatore comunale o di insegnanti che mettono a disposizione le ore eccedenti, per garantire in breve tempo la comunicazione con i compagni, poi si lascia che sia l’apprendimento fra pari a fare il resto.

E’ evidente che i ragazzini imparano a comunicare molto meglio in un gruppo di coetanei, magari giocando insieme durante l’intervallo, magari condividendo gli interessi per la musica e per lo sport, magari anche litigando, ma non certamente standosene in una classe con altri ragazzini che non parlano l’italiano (non a caso invitiamo i fratelli a sforzarsi di parlare in italiano anche a casa fra loro).

In questo modo i piccoli immigrati imparano la lingua italiana e si fanno un’idea di come vivono i ragazzini nel nostro paese, mentre i ragazzi italiani hanno la possibilità di esercitarsi nelle lingue che studiano a scuola (molti immigrati sono anglofoni o francofoni) e di percepire le diversità linguistiche e culturali come un arricchimento: sentir parlare dell’Africa da una ragazza africana è molto più coinvolgente della lettura del libro di geografia e ripaga degli iniziali disagi dovuti alle difficoltà di comunicazione.

Questo provvedimento, come altri del resto, mi sembra che tenda a rimuovere i problemi piuttosto che ad affrontarli e risolverli alla radice.

13 

Parlo di:

Archivi

Blogroll

Do un'occhiata anche a...

Nella rete

Qualche foto

www.flickr.com
Elementi di Sciura Pina Vai all'album di Sciura Pina

Meta